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futuro anteriore (future's end)

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nipotastro

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E' inevitabile a venti anni sentirsi tenutari della verita' dell'universo, diventa preoccupante crederci ancora andando verso i trenta. Un caro amico musicofilo, che attualmente ha passato i 50, alla mia domanda

 

"…come, non ti piaceva l'equipe..?"

 

Rispose candidamente:

 

"…alla mia epoca, quella la vedevamo come roba vecchia..!"

 

Anagraficamente, questo mio amico e' di quella generazione che ha vissuto la regressione della musica nella fine deglia anni 70 come limite musicale: viziato da tutto quello che c'era stato (vedi il blog di Marco, imperativo!), verso i suoi venti anni non si e' adattato (e come avrebbe potuto!) alle nuove tendenze.

 

Questo capita a tutti: abbiamo una qualche affinita' con la "roba vecchia", che pero' riscopriamo crescendo, tipicamente quando ci accorgiamo di non avere sempre ragione, e difficilmente superiamo la barriera formata dal limite musicale.

 

Va da se che chi ha qualche anno in meno trovera' la nostra musica come roba vecchia….

 

Il pensiero dell'amico di cui sopra sul come nasce la musica punk e':

 

"…siamo giovani, ci piace la musica e non sappiamo suonare…"

 

Dopo anni di sperimentazioni, estetismi musicali, raffinatezze tecniche, il nuovo si basava solo sull'aggressivita' dei giovani:

 

la canzone punk tipica e' composta da pochi accordi, per lo piu' semplici, suonati ad un ritmo elevatissimo ed e' praticamente priva di assoli. In parecchi casi e' una cover di un rock'n'roll rielaborato accelerandolo e togliendo le parti solistiche.

 

 

Per chi era abituato a Emerson, Lake & Palmer o agli Yes (per dirne due tra i tanti), le cui musiche erano quasi virtuosistiche (in alcuni pezzi sembra chi ti dicano "guarda come sono bravo!") era impossibile accettare una tale involuzione.

 

 

 

 

Il movimento Punk

 

Che ci piaccia o meno, l'Inghilterra e' da sempre "lo spioncino" d'Europa: qualsiasi avvenimento tende a manifestarsi nella "perfida albione" con qualche anno di anticipo, e poi dilaga in terraferma.

 

Il punk non fa eccezione, nasce come movimento spontaneo di giovani del suburbio inglese, in uno degli innumerevoli momenti di crisi economica. Il proto-punk originale, non ha i capelli tinti o le creste di gallo, e' solo un adolescente con problemi di inserimento nella "societa' civile" inglese che ancora oggi e' composta da una ristretta upper class ed una enorme lower class, in genere con un tasso di cultura rasente l'analfabetismo. Questo stato di disagio, viene acuito da contrasti di natura etnica con i "nuovi" inglesi, gli immigrati dall'ex commonwealth, principalmente centro-americani... Una delle tante guerre tra poveri.

 

All'inizio, i punk praticamente sono i reietti, quelli che per vestirsi vanno nei negozi di surplus militare, dove trovano anfibi e vestiti caldi ed impermeabili a basso costo; non e' una moda, e' una esigenza. L'abuso di sostanze varie diventa normale consuetudine negli angoli delle strade.

 

Quando si diffonde, l'abitudine diventa pensiero sociale e poi moda. I locali piu' economici danno spazio a gruppi di giovani che strimpellano ad alto volume la loro avversione verso qualsiasi forma di ordine costituito e la loro rabbia per il non potere modificare la situazione; il pubblico e' parte integrante dello show, e spesso le esibizioni finiscono con la distruzione del pub. Nasce qui quello che i giovani di oggi chiamano "pogare", all'epoca i benpensanti lo chiamavano "slam dance", ed il termine rendeva inequivocabile cos'era.

 

Lo slogan era "NO FUTURE", si usano tutti modi per far vedere che si e' diversi dalle masse, i capelli tinti in colori improbabili, i pantaloni stracciati per normale usura cedono il passo a quelli comprati gia' "rotti", torna nei negozi abbigliamento "simil-militare"… e' moda, alla fine.

 

Cavalcando l'onda, le major discografiche scritturano alcuni gruppi, convinte di poter lucrare anche su questa moda.

 

Il caso dei Sex Pistols e' emblematico. Nonostante tutto riescono ad incidere un solo disco e con le premesse di cui sopra e' facile immaginare che disastro potessero essere i concerti; le relazioni tra membri del gruppo erano pessime; avevano problemi di alcool e tossicodipendenza; insomma potevano anche essere la moda del momento ma erano totalmente ingestibili.

 

Sex pistols live in Sweden

 

 

 

 

Parallelamente venivano su altri gruppi che proponevano un punk meno estremista, con le stesse premesse, ma con un fare piu' propositivo, tra questi possiamo ricordare i Clash, che oltre a suonare un pelino meglio (..e non ci voleva tanto!) avevano testi di impegno sociale: c'era una esortazione a fare qualcosa… il punk stava sciogliendosi come neve al sole, ma con un altro urlo di battaglia: Future is unwritten!

 

 

Clash tommy gun

 

 

 

 

Clash I fought the law

 

 

 

 

Questa sorta di "alzati e cammina!" venne visto in Italia nella maniera peggiore: durante un SanRemo joe strummer (leader chitarra e voce dei clash) si presento' con una maglietta con disegnata una stella a 5 punte (classica icona delle Brigate Rosse), fu uno scandalo! In conferenza stampa il buon joe dovette poi ammettere che non sapeva cosa fossero le BR e che credeva di aver indossato un simbolo che incitasse all'impegno sociale…(!)

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