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Guida al terriccio (scritta da L0rdn40)

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(Guida scritta da L0rdn40)

 

Spesso uno degli argomenti più richiesti sul forum è quello che riguarda la scelta del terriccio. Chiariamo sin d’ora: non esiste una composizione scientificamente testata ma solo una composizione tipo che dall’esperienza di gran parte degli appassionati qui presenti sul forum da ottimi risultati. Tuttavia questa composizione non è unica né esclusiva, ne esistono sicuramente tante altre valide allo stesso modo.

 

Si elencheranno di seguito le caratteristiche di un terriccio idoneo alla coltivazione dei peperoncini.

 

PH

 

Idealmente il PH del substrato deve essere 6. Tuttavia è tollerabile, per la buona riuscita di una coltivazione, qualsiasi terriccio con PH compreso tra 5 e 7 (meglio 5,6 – 6,7). Questo si rende necessario in quanto il peperoncino è una pianta tendenzialmente acidofila che necessita di questi valori di PH per poter assorbire in maniera ottimale e proporzionata gli elementi ed i microelementi nutritivi necessari per il suo sviluppo.

 

Di seguito si riporta uno schema rappresentativo della correlazione tra PH ed assorbimento dei nutrienti.

 

512px-Soil_pH_effect_on_nutrient_availability_svg.png.9dc876fff75a8bd6c808c53565eb3bd3.png

(1)

 

Una delle domande più frequenti a riguardo è la seguente: è davvero così importante rispettare questa regola? La risposta è si. PH 5-7, come si evince dal grafico riportato sopra, è già un intervallo abbastanza ampio. A livelli inferiori ci sarebbe estrama difficoltà ad assorbire tutti gli elementi e microelementi ad eccezione del Ferro mentre, a livelli superiori di PH (caso più frequente), ci sarebbero difficoltà ad assorbire nutrienti quali Azoto, Fosforo, Potassio, Ferro, Manganese, Rame, Zinco e Boro in base al range di PH in cui ci troviamo.

 

Il lettore potrebbe essere tratto in inganno dal grafico che mostra come ad alcuni livelli di PH, i quali esulano dal range idoneo, l'assorbimento di alcuni nutrienti risulta maggiore che nel range consigliato. Senza entrare troppo nel dettaglio si evidenzia che la correlazione tra PH ed assorbimento dei nutrienti è piu' complessa e non dipende dal trovare il valore di PH in cui e' massimo l'assorbimento di un elemento ma bisogna rientrare nel valore in cui è massimizzato l'assorbimento di ogni elemento e microelemento necessario alla crescita delle piante. A ciò si aggiunge per completezza che l’eccessiva presenza di alcuni elementi spesso ostacola l’assorbimento di altri, per questo la soluzione non può essere una maggiore concimazione per sopperire al ridotto assorbimento.

 

Per esempio, un’eccessiva quantità di potassio nella terra che la pianta non riuscirebbe ad assorbire in maniera idonea con substrato PH 7,5 - 8,5, limiterebbe l'assorbimento del magnesio e del boro, così come un'elevata concentrazione di rame nel terriccio, che si avrebbe a livelli di PH > 7, limiterebbe l'assorbimento di ferro e manganese che in un terreno alcalino sono già di per sè poco solubili e quindi difficilmente assimilabili dalle piante. Allo stesso modo l'eccesso di fosforo limita la ricezione di ferro, potassio, manganese, calcio e zinco ed una quantità eccessiva di azoto nel terriccio determina uno scarso assorbimento di potassio, boro e rame(2).

 

Risulta evidente che se nel tentativo di ristabilire la situazione somministrassimo un concime sbilanciato sugli elementi che a causa del PH del nostro terriccio non vengono assorbiti in maniera ottimale dalle piante, peggioreremo la situazione aumentando la concentrazione di sali nel terreno i quali potrebbero determinare la morte della pianta che non riuscirebbe più ad assorbire umidità dal suolo per venir meno della funzione osmotica delle radici.

 

Le piante coltivate in un substrato con PH non idoneo in definitiva mostreranno presto carenze e scompensi, non risolvibili con la concimazione, che potrebbero finanche determinare la morte della pianta.

 

TESSITURA E STRUTTURA DEL TERRENO

 

La tessitura e la struttura del substrato sono caratteristiche molto importanti poiché determinano la capacità del terreno di trattenere l'acqua, il movimento dell'acqua nel terreno, l'ariosità, la capacità di lavorazione e la fertilità del terreno.

 

Un terriccio idoneo alla coltivazione del peperoncino deve essere innanzitutto a base di torba, preferibilmente fine, non deve contenere impurità quali legnetti e plastiche e deve essere liscio al tatto. Non è importante la marca quanto il PH e la sua composizione.

 

Il substrato deve contenere una frazione di inerti pari a circa il 20% del volume di terriccio utilizzato (per esempio a 100 litri di torba vanno aggiunti 20 litri di inerti).

 

La scelta degli inerti è molto importante.

 

Riguardo la tessitura del terriccio l’utilizzo di un inerte piuttosto che un altro è abbastanza indifferente in quanto qualsiasi inerte servirà in tal senso ad alleggerire ed arieggiare il terreno favorendo il corretto sviluppo e la crescita delle radici.

 

Riguardo la struttura invece ci sono da fare alcune considerazioni in quanto la scelta degli inerti da utilizzare influirà direttamente sulla capacità di ritenzione idrica, sul drenaggio, sull'accessibilità ai nutrienti per le piante e sull'attività dei microorganismi. Per approfondimenti a riguardo si rimanda a questo articolo.

 

Dall’esperienza di numerosi appassionati si è giunti alla conclusione che il miglior compromesso per ottenere un terriccio con ottimale struttura e tessitura per la coltivazione dei peperoncini è l’utilizzo dei seguenti inerti(3):

  • 10% pomice (granulometria mista, grossolana) – “inerte di origine vulcanica che ha come vantaggio, oltre a favorire il drenaggio, di avere un’elevata capacità di scambio cationico ovvero, nel terriccio, agevola la messa a disposizione degli elementi minerali nutritivi a favore delle piante. Presenta un PH di tipo subacido (difficilmente arriva al valore 7) (4). Può essere sostituita con lapillo vulcanico o zeolite.
  • 10% agriperlite – “inerte di origine vulcanica, dall'aspetto spugnoso, a piccoli granuli bianchi. Ha una discreta resistenza alla compressione quindi si può utilizzare anche in vasi molto capienti. Buona capacità di ritenzione idrica” (4).

Come si evince dalla descrizione di cui sopra pomice e perlite hanno differenti proprietà tuttavia, essendo l’agriperlite più facilmente reperibile, molti appassionati riportano ottimi risultati con l’utilizzo di sola agriperlite in misura del 20% del volume di torba utilizzata. Sebbene ciò sia stato ampliamente testato si evidenzia che ove possibile è comunque preferibile il mix di entrambi gli inerti da un lato per la differente granulometria e dall’altro perché la sola perlite, oltre ad avere capacità di scambio cationico basso, col tempo tende deteriorarsi. Inoltre la pomice ha funzioni di drenaggio e l’agriperlite di ritenzione idrica.

 

E' utile evidenziare che, per non vanificare la funzione degli inerti, gli stessi vanno accuratamente miscelati con i restanti componenti del substrato. Non serve che vengano posti solo sul fondo del vaso nè che venga creata una struttura a strati, la loro presenza deve essere omogenea in tutta la miscela. Per maggiori informazioni sulle modalità di dosaggio dei componenti e miscela del substrato si rimanda alla guida realizzata da @Lonewolf.

 

Dunque: è importante la presenza di inerti nella composizione del substrato? Per quanto detto sopra risulta chiaro che la risposta è sì. La presenza di inerti si rende finanche indispensabile per avere un effetto di drenaggio accettabile e rendere più soffice ed aerato il terriccio. Questo obiettivo si raggiunge anche con l’utilizzo nella miscela quantomeno della più facilmente reperibile argilla espansa.

 

AMMENDANTI

 

Gli ammendanti giocano diversi ruoli nella composizione del terriccio: lo rendono più fertile, contrastano il dilavamento dei nutrienti, ne migliorano la struttura, favoriscono lo sviluppo di microorganismi buoni, favoriscono l’assorbimento dei nutrienti da parte delle piante e stimolano la crescita delle piante grazie al contenuto di enzimi ed alla presenza di auxine.

 

Sono diversi gli ammendanti reperibili sul mercato, ognuno dei quali è più indicato per alcune funzioni piuttosto che altre. Senza entrare in tecnicismi, volendo essere questa una guida pratica, mi limiterò ad elencarli in ordine di preferenza:

  1. Leonardite – "La leonardite è humus fossile concentrato contenente acidi umici fossili puri, formatisi da un’umificazione naturale di estese foreste nel corso di centinaia di milioni di anni. Deriva dalla decomposizione della vegetazione che si è formata nel periodo Carbonifero (era geologica compresa tra i 290 e i 350 milioni di anni fa). Il processo di fossilizzazione ha trasformato i resti vegetali (accumulatisi in stagni ed acquitrini) in leonardite (carbonio ed acidi organici). L’ottimo valore di sostanza organica totale ed il contenuto di carbonio organico biologico, rendono il prodotto un efficace ammendante. La leonardite contiene acidi umici e fulvici i quali, come noto, sono dei complessi di molecole formatesi attraverso i processi di degradazione della sostanza organica. Gli acidi umici e fulvici contenuti si combinano in modo graduale con le particelle del terreno formando complessi colloidali utili al miglioramento delle caratteristiche chimico fisiche del suolo(5)".
  2. Humus di lombrico – sostanza organica trasformata dai lombrichi in un processo naturale ottenuto per lombricoltura. Gli effetti benefici del suo utilizzo sono simili a quelli della leonardite, tuttavia con questo ammendante gli stessi si esauriscono più velocemente.
  3. Ammendante compostato verde - è un compost ottenuto da materie prime di origine ligneo-cellulosica. Questo ammendante ha origine dalla naturale decomposizione della sostanza organica che si trasforma attraverso un processo di biossidazione. E’ molto comune trovare questo ammendante in terricci già pronti all’uso.

Da evitare per quanto possibile è l’utilizzo di Ammendante compostato misto o di terricci in cui questo elemento è già presente. Questo perché viene realizzato a partire da diverse matrici organiche, tra cui il compostaggio della frazione organica degli RSU e pertanto contiene spesso impurità oltre ad essere il meno stabile tra quelli esistenti (lo stesso prodotto può avere caratteristiche molto diverse in base al materiale di partenza utilizzato per ottenerlo).

 

Il contenuto di ammendante in un terriccio deve essere proporzionato seguendo le indicazioni presenti sull’etichetta di ogni singolo prodotto. Nel caso della Leonardite, ampiamente utilizzata da molti appassionati con successo, il dosaggio è di 3-5 g/l(3).

 

CONCIME

 

Ogni substrato contiene sempre degli elementi nutritivi anche senza che noi aggiungiamo altro.

 

Gli elementi naturalmente presenti in un terriccio sono Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K) + microelementi. I principali microelementi sono Zolfo (S), Calcio (Ca), Magnesio (Mg), Ferro (Fe), Manganese (Mn), Boro (B), Rame (Cu), Zinco (Zn) e Molibdeno (Mo).

 

La necessità di apportare concime al terreno si ha principalmente perché durante la coltivazione le piante utilizzeranno questi nutrienti e, in vaso o in un terreno molto sfruttato, si esauriranno più o meno velocemente. In altri casi si apporta concime per sopperire a carenze del terriccio per una specifica coltura.

 

La tipologia di nutrienti presenti in un terriccio viene di solito indicata dal produttore con un generico NPK + microelementi (raramente viene specificato in che proporzione) mentre la loro concentrazione è misurata dalla concentrazione di sali nel terreno ed espressa con il valore EC. L’EC misura la Conducibilità Elettrica ovvero è la misura di tutti gli ioni che conducono elettricità nelle soluzioni acquose. Maggiore è la quantità di soluzione nutritiva nel terriccio, maggiore sarà la quantità di ioni e maggiore sarà l'elettricità condotta e quindi il valore EC. L'unità di misura dell'EC maggiormente utilizzata dai produttori è mS/cm (millisimens per centimetro), tuttavia non è raro trovare il valore espresso in dS/m (decisiemens per metro). Ad ogni modo il valore riportato sarà lo stesso in quanto rimane invariato in scala il rapporto tra conduttanza elettrica e lunghezza. In più rari casi il valore di EC viene espresso in microsimens per centimetro (µS/cm), in questo caso bisognerà considerare che 1 mS/cm = 1000 µS/cm.

 

Un terriccio con valore EC basso è idoneo per la semina e le prime fasi di vita della pianta o per la composizione del proprio substrato in cui aggiungere concime sin dal primo rinvaso. Valori bassi di EC sono in media 0.5 - 1.0 mS/cm.

 

Un terriccio con valore EC alto è idoneo per la crescita delle piante dal primo rinvaso in poi, senza necessità di aggiungere ulteriore concime almeno fino all’ultimo rinvaso. Quando si utilizza questo tipo di terriccio per la composizione del proprio substrato è importante dosare sul minimo la quantità di concime o evitarlo del tutto per i primi periodi. Valori alti di EC sono in media 1.5 - 2.5 mS/cm.

 

Fatte queste doverose premesse, è importante sottolineare che è impossibile rispondere a domande tipo “quale concime mi consigli?” se non contestualizzando la domanda al motivo per cui si necessita di concimare: sopperire a carenze del terriccio, integrare i nutrimenti già presenti nel terriccio ecc… Si può però dare un’idea di massima su come scegliere quello adatto. A tal fine bisogna innanzitutto distinguere i concimi a cessione controllata da quelli classici a più rapido rilascio.

 

I concimi a cessione controllata (o a lenta cessione) sono progettati e realizzati per rilasciare i nutrienti in un dato arco di tempo secondo le necessità della pianta. Sono composti di solito da una parte sbilanciata su azoto a rapido rilascio ed un’altra sbilanciata su Fosforo e Potassio a più lento rilascio. Contengono inoltre una serie di microelementi con rilascio graduale nel tempo. Questo tipo di concime è idoneo ad essere miscelato al terriccio in fase di travaso. Il più noto ed utilizzato con successo da molti appassionati è “Osmocote Pro 5-6 M” (3) che fornisce alle piante il nutrimento di cui necessitano per 5-6 mesi. Questo concime è un NPK 19-9-10+2MgO+TE. La sua composizione, in accordo con le specifiche del produttore(6), è la seguente:

 

Azoto totale (N) 19%

Anidride Fosforica (P205) 9%

Ossido di Potassio (K20) 10%

Ossido di Magnesio (MgO) 2,0%

Ferro (Fe) 0,30%

Manganese (Mn) 0,04%

Boro (B) 0,01%

Rame (Cu) 0,037%

Molibdeno (Mo) 0,015%

Zinco (Zn) 0,011%

 

Questa composizione è ideale per integrare i nutrienti già comunemente presenti nei terricci commerciali ed è da utilizzare nella misura di massimo 5 g/l se il terriccio di partenza ha EC basso e massimo 3 g/l se il terriccio di partenza ha EC alto.

 

Esistono numerosi validi concimi a cessione controllata come Basacote, Ferticote, Multicote, Nitrophoska e tanti altri da somministrare seguendo le istruzioni del produttore. L’importante non è quale marca si sceglie, questo dipende principalmente da ciò che è reperibile nella vostra zona, ma che contenga almeno tutti gli elementi riportati sopra e che sia specificato il tempo di rilascio dei nutrienti che può andare solitamente dai 4 ai 14 mesi. In questo modo saprete che per quel periodo le piante avranno tutto il nutrimento necessario e non ci sarà da integrare null’altro. Per una coltura annuale come il peperoncino ovviamente 4 mesi saranno già sufficienti.

 

I concimi classici invece di norma sono a più rapido rilascio dunque si esauriscono velocemente. Essi possono essere granulari o liquidi. E’ buona regola reperire anche in questo caso concimi che abbiano NPK + tutti i microelementi sopra riportati avendo l’accortezza di concimare, seguendo le istruzioni del produttore, con un concime sbilanciato su Azoto (N) nella fase di crescita vegetativa ed un concime sbilanciato si Fosforo (P) e Potassio (K) nelle fasi successive di fioritura ed allegagione.

 

Capitolo a parte meriterebbero tutti i concimi organici naturali. Questi tipi di concime sarebbero di per certo la miglior scelta in assoluto ma purtroppo hanno bisogno di molto tempo per rendere alcuni nutrienti biodisponibili per le piante pertanto, in una coltura annuale, difficilmente si potrà fare affidamento su questi senza l’aiuto di altri integratori minerali. I concimi organici naturali più comuni sono:

  • Stallatico: è il risultato dall'espulsione delle feci degli animali da stalla trattato ed essiccato. E’ un concime ad alto titolo di Azoto (N) organico a lento rilascio.
  • Pollina: è un prodotto naturale a base di feci di avicoli mature, concentrate e pellettate. La pollina è un concime con NPK a lento rilascio abbastanza bilanciato, ricco di microelementi e di acidi umici e fulvici derivanti dal processo di umificazione delle deiezioni di partenza.
  • Guano: E’ un concime a lento rilascio solitamente sbilanciato su Fosforo (P) e Potassio (K) ricavato da escrementi di volatili. Il più pregiato è ricavato da escrementi di Pipistrello.
  • Sangue di bue: è un concime ricavato dal trattamento del sangue bovino. E’ fortemente sbilanciato su azoto ammoniacale a rapido assorbimento e contiene anche microelementi, in prevalenza ferro.

CONCLUSIONI

 

La conclusione a questo articolo è scontata e si riallaccia all’introduzione. Non è possibile identificare univocamente un terriccio dalla composizione migliore in assoluto ma bisognerà tener conto della funzione di ogni singolo elemento che lo compone, delle sue caratteristiche chimico-fisiche e di altre discriminanti soggettive quali:

  1. Disponibilità dei prodotti occorrenti in zona;
  2. Disponibilità di spazio per comporre da sé il proprio substrato;
  3. Obiettivi che si vogliono raggiungere e risorse che si vogliono impiegare.

Di conseguenza, conoscendo le funzioni di ogni singolo elemento, ognuno potrà comporre il proprio substrato secondo i prodotti disponibili in zona o sceglierne uno preconfezionato adatto. Un ottimo e valido esempio di substrato per la coltivazione dei peperoncini, testato più volte da molti appassionati, è quello messo a punto negli anni da @Lonewolf (link).

 

Tuttavia, in mancanza dei prodotti riportati nella ricetta, possono essere utilizzati prodotti alternativi purché rispettino le caratteristiche elencate in precedenza ed il substrato risultante dal mix contenga circa il 20% di inerti, ammendante e dal primo rinvaso in poi concime NPK + microelementi a cessione controllata nelle quantità rinvenibili dalle rispettive schede tecniche dei produttori.

 

Ad esempio terricci ottimi per comporre il proprio substrato aggiungendo inerti + ammendante e concime, alternativi all'ottimo Terflor Mixed citato nella ricetta, sono: Vigorplant Semine, Vigorplant Cinquestelle, Fertil Ligter HNP, Klasmann Traysubstrat (o tanti altri della linea Klasmann). Si ribadisce che questi vogliono essere solo esempi ma che andrà bene qualsiasi terriccio con analoghe caratteristiche chimico-fisiche e dalla simile composizione.

 

Allo stesso modo, in mancanza di spazio per comporre il proprio terriccio, si possono ottenere buoni risultati anche scegliendo un prodotto preconfezionato purché la composizione rispetti i requisiti minimi ovvero che sia un terriccio di buona qualità (quindi che non risulti grossolano al tatto e non contenga eccessive parti di pezzatura grossa, legni, plastiche ed impurità varie) e che nella composizione sia presente una frazione di inerti come sopra definiti, ammendante (da evitare il compostato misto) e concimazione NPK più microelementi avendo riguardo ad utilizzare sempre terriccio con EC basso come sopra definito per la semina. In tal caso potrebbe essere necessario aggiungere la dose minima di concime a lenta cessione o comunque concimare nel tempo con concimi granulari o per fertirrigazione seguendo le specifiche del produttore di concime.

 

A puro scopo esemplificativo, con il solo fine di consentirvi di comprendere le caratteristiche da ricercare nei terricci già pronti disponibili nella vostra zona, si riportano dei prodotti che dalla composizione risultano essere idonei per la coltivazione del peperoncino:

Ovviamente dalla scelta e dalla qualità dei materiali utilizzati dipenderà il risultato finale pertanto, se l’obiettivo è quello di avere una coltivazione eccellente bisognerà scegliere in maniera oculata il terriccio di partenza, il tipo di inerti, ammendante e concime da utilizzare in base alla loro funzione e seguendo le linee guida riportate in questo articolo.


Se l’obiettivo invece si limita ad essere quello di completare in maniera accettabile e senza troppi intoppi un ciclo annuale, allora si potrà fare a meno di entrare nel dettaglio delle funzioni di ogni singolo componente preferendo un terriccio di buona qualità con PH 5-7 a base di torba, con inerti nella sua composizione, ammendante e concime NPK + microelementi da integrare secondo esigenza durante la stagione.

 

Esempi di terricci generici preconfezionati abbastanza diffusi, da cui prendere spunto per reperire un terriccio in grado di farvi completare il ciclo annuale in maniera accettabile e senza intoppi, sono: Vigorplant Completo, Vigorplant Mediterranee, Vigorplant Aromatiche (e tanti altri della marca Vigorplant dalla simile composizione ed analoghe caratteristiche chimico-fisiche).

 

 

(1) https://bit.ly/2XabIjd

(2) https://bit.ly/3hcZlK5

(3) https://bit.ly/3ni1vvV

(4) https://bit.ly/3jUq27Y

(5) https://bit.ly/3njEOqT

(6) https://bit.ly/2XdYTEt

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