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L0rdn40

Secondo anno capsico

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Frenzgyn

Ma i vari cubi sono "divisi" anche internamente o ci sono solo i listelli in superifcie a formare i quadrati?

Cioè, è un "vascone" più carino o qualcosa di diverso?

Se è aperto dentro e lo fai per una questione prettamente estetica, ci può stare: potresti approfittare per fare un raised bed semipermanente e cercare di creare un aiuola a minima lavorazione in ottica pluriennale, limitandoti ad ad aggiungere una discreta parte minerale inizialmente e aggiungere materiale man mano che si abbassa negli anni, senza svuotare tutto.

Se è diviso in compartimenti interni invece , secondo me è solo scomodo, perché limiti comunque lo sviluppo radicale e lo scambio gassoso, con la scomodità di non poter spostare singole piante o sfruttare meglio gli spazi, a quel punto vai di vasi quadrati ed è tutto più comodo secondo me.

Ad ogni modo credo anche io che potresti usare solo i quattro spazi agli angoli e forse quello centrale (dipende dall'esposizione e dalle varietà, se gli altri finiscono per fargli ombra o no) e usare gli spazi rimanenti per aromatiche, fiori, rucola o quel che vuoi.

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L0rdn40

Ci pensiamo dopo... 😌

 

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L0rdn40
3 hours ago, Frenzgyn said:

Se è aperto dentro e lo fai per una questione prettamente estetica, ci può stare


Eccoci qua. Si, devo verificare questo. Io cerco un “vascone” per un piccolo orto domestico, non dei vasi incollati ovvio che sennò non ha senso! E invece, dalla descrizione che ho fatto perché secondo te nel balcone cresce tutto bene mentre nel terrazzo tutto malaticcio e stentanti? Esposizione o altri fattori?

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Frenzgyn

L'esposizione potrebbe avere un grosso peso. Il resto, onestamente non so quanto possa impattare.


 

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L0rdn40
20 minutes ago, Frenzgyn said:

L'esposizione potrebbe avere un grosso peso. Il resto, onestamente non so quanto possa impattare.


Anche io ho pensato la stessa cosa ma secondo me l’umidità nemmeno scherza! Praticamente il mio terrazzo é sottoposto ed in pratica é una “vasca” racchiusa tra 3 pareti alte un paio di metri o poco più e la casa sul quarto lato. Ho sempre avuto problemi di umidità infatti ho dovuto l’anno scorso fare vari interventi non solo per evitare che mi entrasse dentro, ma anche per evitare che le pareti esterne facessero la melma dopo pochissimo tempo. Quindi qualcosa mi lascia pensare che, oltre all’esposizione, potrebbe centrare anche questo. Credimi, quando le metto sul balcone le piante letteralmente resuscitano (vedi chiltepin e ciliatum)!

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L0rdn40

Comincio a chiedermi se questo pimenta da neyde sia davvero un pimenta da neyde... Non l’ho mai coltivato e dalle foto che vedo fiori e colori della pianta sono compatibili. Tuttavia non mi convincono questi frutticini che non accennano a crescere più di così e qualche dubbio ce l’ho anche sul portamento.. Forse é semplicemente ancora piccola! Se qualcuno di voi che l’ha già coltivata ha un parere in merito é il benvenuto!

 

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Oban
On 6/20/2020 at 11:56 AM, L0rdn40 said:

Questa pianta è stupenda, se troverò i semi in associazione il prossimo anno la coltiverò sicuramente!

Ciao, in realtà i semi che ho prodotto nel 2018, sia quelli puri che quelli prodotti in libera impollinazione da questa pianta sono già disponibili presso l'Associazione, altri semi di riserva dovrei averli io, in caso di bisogno

.

Ad ogni modo, se Frenzgyn riuscirà a replicarlo, credo sia più interessante coltivarlo dai suoi semi, aiuterà a valutarne l'effettiva stabilità e magari conserverà tutte le interessanti caratteristiche che ho rilevato nella mia pianta.

 

Quote

Ma é vero che profuma tantissimo?

Chi più, chi meno, ma generalizzando tutte le piante della Purple Corolla Clade, della Pubescens Clade, ivi compresi i loro ibridi interspecifici come i Rocopica emanano una marcata profumazione, ti basta sfiorare le foglie, quando la pianta è piccola gli odori sono molto più accentuati che nella pianta adulta, coltivata all'aria aperta.

 

Il profumo emanato dal fogliame del Caspicum cardenasii mi era piaciuto molto.:yes:

 

Infine, non mi preoccuperei più di tanto della conformità del Pimenta Da Neyde.

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L0rdn40
19 minutes ago, Oban said:

Il profumo emanato dal fogliame del Caspicum cardenasii mi era piaciuto molto


Vedi poi, dite che faccio tante domande e non riuscite a star dietro con le risposte, però continuate a proporre argomenti interessanti! Ora nella scheda che hai compilato e mi hai linkato sopra (c. Cardenasii) leggo:

 

Un'altra tematica, molto dibattuta per anni, è la presunta autosterilità di questa specie. 
Sembra ormai acclarata l'autoincompatibilità di questa specie, unica nel genere Capsicum. 
Se l'autoimpollinazione è risultata finora impossibile, in ogni condizione, i suoi fiori possono essere impollinati in maniera incrociata e fecondati per generare i loro frutti, ma necessitano del polline di altre piante compatibili. [...] Le piante compatibili sono appunto quelle che costituiscono l' Eximium Complex, da poco riclassificato nel "Purple Corolla clade", costituito da Capsicum cardenasii, Capsicum eximium e Capsicum eshbaughii, al quale bisogna aggiungere la pubescens clade e tutti i loro ibridi, ivi compreso il Rocopica o gli Ulupicas Grande, ovvero gli ibridi interspecifici fra queste 3 principali specie: C.cardenasii, C.eximium e C.pubescens appunto
”.

 

La domanda che viene spontanea é: e come si fa a produrre semi puri di questa pianta?

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Rapace
36 minutes ago, L0rdn40 said:


Vedi poi, dite che faccio tante domande e non riuscite a star dietro con le risposte, però continuate a proporre argomenti interessanti! Ora nella scheda che hai compilato e mi hai linkato sopra (c. Cardenasii) leggo:

 

Un'altra tematica, molto dibattuta per anni, è la presunta autosterilità di questa specie. 
Sembra ormai acclarata l'autoincompatibilità di questa specie, unica nel genere Capsicum. 
Se l'autoimpollinazione è risultata finora impossibile, in ogni condizione, i suoi fiori possono essere impollinati in maniera incrociata e fecondati per generare i loro frutti, ma necessitano del polline di altre piante compatibili. [...] Le piante compatibili sono appunto quelle che costituiscono l' Eximium Complex, da poco riclassificato nel "Purple Corolla clade", costituito da Capsicum cardenasii, Capsicum eximium e Capsicum eshbaughii, al quale bisogna aggiungere la pubescens clade e tutti i loro ibridi, ivi compreso il Rocopica o gli Ulupicas Grande, ovvero gli ibridi interspecifici fra queste 3 principali specie: C.cardenasii, C.eximium e C.pubescens appunto
”.

 

La domanda che viene spontanea é: e come si fa a produrre semi puri di questa pianta?

 

E' una domanda che mi sono sempre posto anche io........ e non ho ancora trovato una risposta che mi convince - probabilmente per mia ignoranza botanica.

Io mi chiedo ancora prima di "come si fanno a produrre semi puri"....... "come fa ad esistere questa specie in natura".

Nel senso......... se si puo' riprodurre solo per impollinazione incrociata con altre specie (C.eximium ad esempio ...... dovrebbe di fatto "scomparire" nel giro di un po' di tempo....... e dato che oramai è molto tempo che è stata scoperta........ non capisco come faccia ancora ad esistere.
Gli ulupica dovrebbero essere oramai o C.eximium o incroci Cdi C.cardenasii con C.eximium....oppure dei Rocopica...... o di un misto di tutti questi......

Quanto sopra a meno che non si "assuma" che ci siano piante veramente molto vecchie (e che le generazioni precedenti non fossero autoincompatibili)...... mi sembra pero' una ipotesi "un po' fantasiosa" e che regge poco.......

Oppure..... forse "non è sempre sempre autoincompatibile" ma ci sono casi in cui (magari fra piante diverse) è possibile la riproduzione senza incrocio con specie diverse.

 

Sento che mi sfugge qualcosa ma non capisco cosa.

Io ho un (NOT) C.cardenasii che ho svernato (+ un suo "figlio") ma che è sicuramente un incrocio con un C.eximium (sembra fra l' altro stabile...... lo ho riprodotto per 2 generazioni e le piantine risultanti sono sempre state conformi con il genitore). E sicuramente la mia pianta non è autosterile (ma - appunto - è chiaramente un incrocio).

 

Vediamo se qualcuno riesce a chiarire questo punto...

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L0rdn40
32 minutes ago, Rapace said:

E' una domanda che mi sono sempre posto anche io........ e non ho ancora trovato una risposta che mi convince.

Io mi chiedo ancora prima di "come si fanno a produrre semi puri"....... "come fa ad esistere questa specie in natura".

 

Io pensavo invece che forse potrei aver interpretato male la descrizione e magari si può impollinare con piante della stessa specie ma non con il suo stesso polline. Cioè se ci fossero 2-3 piante di cardenasii (non madre e figli magari) forse tra di loro potrebbero impollinassi per un minimo di differenza genetica sempre esistente. Boh! Mi vengono in mente poche persone in grado di darci una risposta.. Sicuramente @Oban, @Lonewolf ed @Alexrm. Se qualcuno di loro avesse voglia di regalarci una lezione, ne sarei onorato!

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Lonewolf

La mia esperienza indica che C.cardenasii E' autocompatibile.

Per la versione CGN ho prodotto frutti con semi con singola pianta e nessuna altra pianta compatibile.

Per la versione USDA ho prodotto frutti con semi con piante multiple, ma nessuna altra pianta compatibile.

In entrambi i casi, la produzione è stata abbondante.

 

Ad oggi non conosco specie sicuramente non autocompatibili.

Credo tuttavia che l'autoincompatibilità sia riferita solo tra i fiori di una stessa pianta e che tra piante diverse della stessa specie sia sempre possibile la fecondazione; in caso contrario, la specie semplicemente non potrebbe esistere.

 

In letteratura è documentato che in natura C.tovarii si comporta come autosterile (tra i fiori della stessa pianta) a inizio stagione, ma come autofertile a fine stagione se non ancora carico di frutti.

Un ottimo sistema per cercare di differenziare il patrimonio genetico senza tuttavia rinunciare a produrre semi in assenza di piante della stessa specie nei dintorni.

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Rapace
5 minutes ago, Lonewolf said:

La mia esperienza indica che C.cardenasii E' autocompatibile.

Per la versione CGN ho prodotto frutti con semi con singola pianta e nessuna altra pianta compatibile.

Per la versione USDA ho prodotto frutti con semi con piante multiple, ma nessuna altra pianta compatibile.

In entrambi i casi, la produzione è stata abbondante.

 

Ad oggi non conosco specie sicuramente non autocompatibili.

Credo tuttavia che l'autoincompatibilità sia riferita solo tra i fiori di una stessa pianta e che tra piante diverse della stessa specie sia sempre possibile la fecondazione; in caso contrario, la specie semplicemente non potrebbe esistere.

 

In letteratura è documentato che in natura C.tovarii si comporta come autosterile (tra i fiori della stessa pianta) a inizio stagione, ma come autofertile a fine stagione se non ancora carico di frutti.

Un ottimo sistema per cercare di differenziare il patrimonio genetico senza tuttavia rinunciare a produrre semi in assenza di piante della stessa specie nei dintorni.

 

Ecco la spiegazione finale e per quanto mi riguarda definitiva.
Ora mi torna, per esistere una specie NON puo' essere autoincompatibile.
Plausibile invece che ci siano specie in cui la stessa pianta non si autoimpollini (quindi.... se si vuole riprodurre dobbiamo tenere almeno 2 piante - meglio se di piu').

A questo punto andrebbero "modificate" o "spiegate meglio" delle frasi al riguardo che potrebbero "trarre in inganno" o "dare messaggi non proprio giusti".

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L0rdn40

Anche per me ora é chiaro, in realtà a leggere meglio il database c’è un passaggio in cui oban accenna a questo

 

55 minutes ago, Rapace said:

Plausibile invece che ci siano specie in cui la stessa pianta non si autoimpollini (quindi.... se si vuole riprodurre dobbiamo tenere almeno 2 piante - meglio se di piu').

 

Questa aspetto, non da poco, spiega anche il fatto che reperire semi prodotti in purezza di questa specie, quindi non autoimpollinati ma generati per impollinazione incrociata tra due o più individui della stessa specie, sia molto difficile.

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Alexrm
2 hours ago, L0rdn40 said:

 

Io pensavo invece che forse potrei aver interpretato male la descrizione e magari si può impollinare con piante della stessa specie ma non con il suo stesso polline. Cioè se ci fossero 2-3 piante di cardenasii (non madre e figli magari) forse tra di loro potrebbero impollinassi per un minimo di differenza genetica sempre esistente. Boh! Mi vengono in mente poche persone in grado di darci una risposta.. Sicuramente @Oban, @Lonewolf ed @Alexrm. Se qualcuno di loro avesse voglia di regalarci una lezione, ne sarei onorato!

 

2 hours ago, Lonewolf said:

La mia esperienza indica che C.cardenasii E' autocompatibile.

Per la versione CGN ho prodotto frutti con semi con singola pianta e nessuna altra pianta compatibile.

Per la versione USDA ho prodotto frutti con semi con piante multiple, ma nessuna altra pianta compatibile.

In entrambi i casi, la produzione è stata abbondante.

 

Ad oggi non conosco specie sicuramente non autocompatibili.

Credo tuttavia che l'autoincompatibilità sia riferita solo tra i fiori di una stessa pianta e che tra piante diverse della stessa specie sia sempre possibile la fecondazione; in caso contrario, la specie semplicemente non potrebbe esistere.

 

In letteratura è documentato che in natura C.tovarii si comporta come autosterile (tra i fiori della stessa pianta) a inizio stagione, ma come autofertile a fine stagione se non ancora carico di frutti.

Un ottimo sistema per cercare di differenziare il patrimonio genetico senza tuttavia rinunciare a produrre semi in assenza di piante della stessa specie nei dintorni.

Quoto del tutto...  :) Del resto sarebbe improponibile il contrario... Una tesi che ho avuto per un periodo, tuttavia, seppur sia sempre stato più convinto della proposta spiegata da Claudio, sia che abbia problemi a fertilizzarsi con lo stesso fiore, cioè, che il polline delle antere, in qualche modo non arrivi in cima al pistillo.

Detto questo, non appoggio la tesi della completa auto-sterilità per evidenti motivi... se così fosse infatti, non si otterrebbero piante sempre con quel fiore così particolare in monocultura, quello stesso che ha cambiato per primo la definizione della forma fiore del genere Capsicum (cioè è stato il primo classificato a forma campanulata)  e in natura la specie sarebbe estinta.

Un metodo che servirebbe altrimenti, per replicare piante uguali, sarebbe la clonazione per talea. Ma trattandosi di una specie che da anni esiste in natura, reputo che sia anche inutile parlarne :)

 

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L0rdn40

C’è qualquadra che non cosa... Ma é normale che le mie zucchine crescono così tanto? E sono anche due varietà diverse...

 

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Mai visto zucchine così. @gianni48 scusami se disturbo (e perdonami se per facilità di scrittura ti do del “tu”) ma penso che sei l’unico a potermi dire di più in merito. Le faccio crescere troppo e devo toglierle prima? Sono varietà giganti? Vanno bene così?

  • Confused 1

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L0rdn40
On 6/18/2020 at 7:54 PM, Frenzgyn said:

Comunque, per il Lazzaretto, tu continua a non guardarlo nemmeno, che pare stia andando bene


Pare stia funzionando il tuo consiglio... 🤔

 

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L0rdn40

In campo comunque danni molto limitati, la situazione é stabile anzi, meglio di come immaginavo. Ecco qualche fiore.

 

FRIARELLO

 

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PIMENTA DA NEIDE (m’han detto...)

 

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L0rdn40

Intanto sto preparando un esperimento. Ho preparato una light box con un contenitore tipo IKEA piccolo, 40x30x50h, rivestito di carta argentata e con due tubi led 30 cm da 9w 850 lumen 6500k (mi hanno confermato che per la fase vegetativa più bianca è, meglio è). Lo so, sembra poco ma garantisco che in uno spazio così piccolo la luce sembra la porta del Paradiso anzi, spero che non si fonda tutto perché tra i vari suggerimenti c'è stato quello di dare almeno 18 ore di luce finché non biforca. Poi, mi sono procurato alcuni semi e fatto consigliare un paio di trucchetti anche poco ortodossi con cui proverò a far crescere un paio di piante (da non mangiare) in tempi record. Vediamo cosa ne esce, sono semi di un annuum particolare che ci tenevo a vedere dal vivo, spero di riuscirci in così poco tempo altrimenti ci riproverò il prossimo anno. Sulla varietà non mi esprimo per ora, voglio prima capire bene cosa ne uscirà.. 

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L0rdn40

Ecco la mia versione economica e popolare di una light box per le primissime fasi.

 

Ho rivestito tutto con vari strati di carta argentata, nastro isolante e carta gommata.

 

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Ho aperto due fori sul coperchio in prossimità delle piastre dissipatrici

 

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Ho fissato le lampade con delle staffe e coibentato tutto con un nastro che si usa in edilizia. Le lampade si potevano montare in serie ma ho preferito la doppia alimentazione.

 

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le dispersioni di luce sono ridotte al minimo

 

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la luce interna é abbastanza forte

 

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Prossimo passaggio collegare tutto alla domotica con accensione e spegnimento programmati, termometro e tappetino per rettili con una funzione IFTTT che accende e spegne il tappetino in funzione della temperatura. Quest’ultima é una cosa che sicuramente implementerò il prossimo anno quando farò la lightbox definitiva, per ora devo capire un po le temperature all’interno di quel tugurio che secondo me saranno già abbastanza alte, sopratutto di questi periodi. Cosa ne pensate?

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Frenzgyn

Tralasciando il Mylar diamantato o altre soluzioni di questo tipo piuttosto costose, secondo il mio modestissimo parere (devo valutare anche io cosa fare l'anno prossimo), piuttosto che usare la carta argentata (difficilissima da stendere in maniera omogenea, come hai potuto constatare), che riflette sicuramente qualcosa, ma con tutte quelle pieghe rischi hotspot, una soluzione economica, pulita (senza nastri, colle ecc) ed esteticamente appagante è comprare una bomboletta di vernice acrilica bianco opaco (costo 2-3€) e darla dentro.

Il bianco opaco riflette molto bene la luce, inoltre la vernice è più facile da pulire e/o ripassare in caso di danni. Puoi anche fare anche il lato esterno o farlo di un colore scuro per evitare che la luce si veda da fuori (ma anche qui, è estetica).

Se lo scopo non è recuperare al massimo la luce, ma anche isolare il tutto per trattenere calore, la vernice non basta, ovviamente.

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L0rdn40
12 minutes ago, Frenzgyn said:

Se lo scopo non è recuperare al massimo la luce, ma anche isolare il tutto per trattenere calore, la vernice non basta, ovviamente.


in questo caso era la luce e tu hai avuto davvero un’ottima idea! Sopra ho usato il nastro perché per logica il calore sale e c’erano le due aperture delle piastre. Così almeno un po’ ho tamponato la dispersione. Io però sinceramente per il prossimo anno vorrei investire qualcosina e comprare una serra indoor, partendo di li puoi metterci degli scaffali dentro e quante luci vuoi, secondo me esce una bella cosa! Questo é un progettino esperimento del valore di circa 20€ più le cose che già avevo quindi.. avevo la carta argentata! 😂 P.S. Si, a leggerti prima ed a sapere la fatica che ci vuole avrei preso la vernice. Io farei interno bianco o argento ed esterno nero per dare una base..

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Frenzgyn

Si, bianco dentro e nero fuori è prassi, lo stesso principio degli omonimi teli bianco/neri.

Joefish è ferratissimo in materia, comunque.

Per la serra, sto valutando anche io.

Ho diverse opzioni, seppure poi con il mio attuale setup non è andata male e ci stanno parecchie piante fin quando non crescono troppo, gli aspetti che posso/dovrò migliorare son sicuramente la praticità d'uso (ho un coperchio scomodo da togliere, dovrò optare per un sistema diverso), eventuale recupero di luce migliore (uso pannelli di polistirolo bianco, che vanno non c'è male, ma di sicuro con mylar andrebbero meglio) e ASSOLUTAMENTE il circolo d'aria: troppa umidità, devo montarci ventole.

Credo sia stato quello, insieme alla mia scellerata mania di concimare per via foliare le piantine piccole che nell'ultimo periodo prima di portarle fuori, causa rialzo temperature, mi ha determinato tutti i problemi di macchie batteriche, per fortuna pare senza strage annessa perché ho isolato le colpevoli subito e sospeso ogni nebulizazzione che non fosse rame :D.





 

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L0rdn40

@Frenzgyn ma dalla tua esperienza, non rischio di prendere fuoco vero? Non scalda troppo? L’unica cosa che mi preoccupa é il non aver implementato alcun sistema di sicurezza per le lampade...

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Frenzgyn

Non ne ho idea, le mie luci sono esterne, comunque i led di per se non dovrebbero scaldare troppo e dissipare bene tramite le placche. Potresti montargli sopra una ventolina da pc da 12cm, abbastanza silenziosa.

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L0rdn40

GIORNO 1
 

Ho proceduto a preparare le piante come mi é stato consigliato.

- ho forato dei bicchieri e messo uno strato di argilla espansa sotto. 


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- ho riempito i bicchieri con terriccio da semina e li ho messi a bagno in un secchio con acqua e poi fatti scolare bene

 

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- nel frattempo ho passato i semi in questa polverina radicante

 

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- ho fatto un foro piccolissimo, messo il seme, ricoperto leggermente, coperto con pellicola trasparente e messo tutto in light box accesa 18 ore. Le istruzioni ora sono non far nulla ed irrigare solo se entro una settimana ancora non caccia l’archetto.

 

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E se dovesse essere un clamoroso fallimento beh, farò un minuto di vergogna e si va avanti!

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