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Oban 2019

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  • Jalapenos: Immancabili nelle mie coltivazioni, deliziosi sia ripieni nelle preparazioni culinarie estive che sott'aceto per le scorte invernali. 
  • Lazzaretto Abruzzese: Sono abruzzese, vedete un po' voi.
  • Lazzaretto Abruzzese X Albanian Red Hot (F2): Non è detto che questo incrocio meriti una seconda possibilità, i frutti in F1 erano belli, grandi e carnosi, ma la buccia dura li rendeva poco piacevoli da degustare.
  • Lazzaretto Abruzzese X NuMex Big Jim (F1): A crudo ho apprezzato molto il peperoncino messicano più grande per eccellenza, vediamo quali caratteristiche conferisce al Lazzaretto.
  • Thunder Mountain Longhorn: Voglio assaggiarlo per vedere se effettivamente è buono, l'aspetto dei frutti è interessante, molto lunghi anche se per nulla carnosi, un aspetto di fondamentale importanza per quelle che sono le mie sensazioni e percezioni gustative.
  • Aji Amarillo X Jamy (F1): Due varietà classiche eccezionali e molto simili per alcune caratteristiche, dovrebbero generare frutti altrettanto buoni, vedremo.
  • Jamy X Aji Amarillo (F1): Vorrei valutare l'incrocio reciproco e quanto la pianta madre influenza la progenie.
  • Bhut Jolokia CPI: Selezione del celebre peperoncino assamese ad opera del Chile Pepper Institute, abbastanza differente dal Bih Jolokia #1 che conosciamo bene, entrambe le varietà hanno scritto la storia nella scoperta e diffusione dei SuperHot, nemmeno così tanti anni fa.
  • Bhut Jolokia Rust: Varietà color ruggine o caramello, ottenuta dall'incrocio di un Bhut Jolokia Chocolate con un 7 Pot Yellow. La piccantezza riferita dovrebbe essere anche più alta di un classico SuperHot indiano.
  • Bhut Jolokia White JW Strain: Selezione ad opera dei Jay Weaver, celebre per il JPGS, forse è l'unico fenotipo di questo colore che merita di condividere questo nome, la forma dei frutti è molto affusolata.
  • Shabu Shabu X Lazzaretto Abruzzese: Entrambe le varietà le associo, per motivi diversi, alle persone che il peperoncino me lo hanno fatto scoprire ed hanno alimentato in me questa passione, ben prima di scoprire questo bellissimo forum. Le forme affusolate dei frutti sono quelle che più preferisco da addentare e l'incrocio di queste due cultivar eccezionali, può generare frutti di quell'aspetto.
  • Bengle Naga X CAP 1478 (F1): Incrocio interspecifico effettuato per valutare la compatibilità fra queste due specie.
  • Tabasco Greenleaf: La varietà impiegata da anni per fare la celebre salsa fermentata, una selezione degli anni '70 ottenuta dall' ibridazione della cultivar Tabasco con due C.chinense.
  • Rocoto Aji Oro: Frutti affusolati e dalla colorazione gialla, non ne ho mai coltivati di questa specie.
  • Rocoto Big Brown (Fat Pheno): Vorrei verificare se le differenze riscontrate nelle due piante coltivate l'anno scorso di questa recente varietà, esistono veramente oppure sono influenzate dalla dimensione del vaso. Peccato non aver isolato dei frutti sulla pianta che ha generato questi semi, li semino lo stesso sperando in un po' di fortuna di incontrare un seme nato per autoimpollinazione.
  • Rocoto Big Brown (Slim Pheno): Di questo fenotipo, apparentemente diverso da quello appena elencato, ho prodotto semi puri in abbondanza, vorrei confrontarli nella stessa dimora definitiva per valutarne la variabilità dei frutti e la stabilità.
  • Rocoto Big Brown X Rocoto Riesen Yellow (F1): Mi piacerebbe ottenere un Rocoto color ruggine o caramello, ammesso che sia possibile e che la strada intrapresa sia quella giusta, non ho certezze a tal riguardo.
  • Rocoto Brown: Cultivar eccellente che coltivo per il terzo anno di seguito, la semino di nuovo e magari va a finire in una dimora definitiva differente dagli anni passati.
  • Rocoto Riesen Yellow X Rocoto Big Brown (F1): è escluso che esca giallo in prima generazione ma non saprei indicare le colorazioni o le sfumature di colore che possono assumere i frutti.
  • Rocoto Stolen Yellow X Rocoto Big Brown (F1): Vediamo anche in questo caso, come si comportano gli incroci reciproci.
  • Rocoto Stolen Yellow X CAP 500 (F1): La bellezza della Pubescens Clade e della Purple Corolla Clade è sotto gli occhi di tutti, il bello è che queste due cladi sono del tutto compatibili e possono generare degli ibridi interspecifici, il Rocopica è il più emblematico fra questi. Un Rocopica di color giallo e dai frutti soft è non è impossibile da ottenere (in F2!), ma è difficile da stabilizzare, non me lo pongo come meta da raggiungere, mi accontento di osservare cosa genera questo incrocio, il viaggio, a volte, è ancor più bello della destinazione da raggiungere.
  • Rocoto Big Brown X Rocopica OB03 (F1): Anche in questo caso, mi accontenterei di vedere le modificazioni che avvengono su questo C.pubescens, dopo averlo incrociato con questo incredibile ibrido interspecifico. Questo Rocopica OB03 non sono riuscito a farlo fruttificare l'anno scorso, tre fioriture sprecate, ma almeno, in questo modo, ho verificato che il polline prodotto era fertile, eccome, ho ottenuto almeno 3 frutti di questo cross!
  • Chiltepin Cappuccino X Bhut Jolokia Mulatto (F1): Il Chiletepin è il wild che ha originato C.annuum dei giorni nostri ed considerato il più piccante, rientrano nella Annuum Clade anche i C.chinense, la maggiorparte di questi ultimi sono ben più piccanti dei C.annuum var. glabriusculum. Il grado di piccantezza non è prevedibile a priori negli incroci, tanto meglio!
  • C.eximium, CAP 1491: Un Ulupica è per sempre! Una volta coltivato, C.cardenasii o C.eximium che sia, questo wild boliviano non mancherà mai nelle vostre future coltivazioni!
  • Judy's Blue Mystery X CAP 1478 (F1): Ho coltivato e verificato la compatibilità di questo ibrido interspecifico con le specie più simili e compatibili, non mi rimane che seminarlo e valutare le differenze con un altro incrocio che ho appena coltivato nella stagione 2018.
  • Rocopica OB29 X Rocoto Big Brown (F1): Ho impollinato il fiore di un Rocopica dai frutti decisamente "soft" con un C.pubescens, dovrebbe mantenere questo carattere in F1, da valutare il colore nelle prossime generazioni, non è impossibile ottenere in futuro un Rocopica Brown, le strade percorribili possono essere tante, questa ne è una, non per forza è quella giusta.
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stefanet

Grande Daniele,

non vedo l'ora di vedere quello che esce fuori dalla tua coltivazione, soprattutto per gli incroci di Lazzretto e per gli incroci di Aji Amarillo :D

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Oban
13 hours ago, stefanet said:

Grande Daniele,

non vedo l'ora di vedere quello che esce fuori dalla tua coltivazione, soprattutto per gli incroci di Lazzretto e per gli incroci di Aji Amarillo :D

Ciao Ste' e grazie, sono curioso anche io ma con la consapevolezza che, varietà classiche come quelle che hai nominato NON sono perfettibili.

 

Il Lazzaretto Abruzzese lo considero già perfetto nella sua interezza, l'Aji Amarillo è solo un po' lento a maturare i grossi e carnosi frutti, poco male in confronto alle caratteristiche che offre questa cultivar.

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ChemJala

Vista la mia mania per gli incroci, non seguire questo topic sarebbe una follia...  Trovo sempre molto apprezzabile chi dedica parte dello spazio e impegno alla sperimentazione, che poi, diciamocelo, è anche la cosa più divertente...

Buona coltivazione!

 

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Toolshed

certo che l'incrocio fra un chiltepin e un bhut jolokia

è un po' come tentare di far accoppiare un leone e una gallina! :D 

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Oban
11 hours ago, ChemJala said:

Vista la mia mania per gli incroci, non seguire questo topic sarebbe una follia... 

Grazie, sentitevi liberi di scrivere qualsiasi osservazione mi sfugga, valutare alcuni aspetti di questa esperienza assieme e farlo con il vostro aiuto, è ben più gratificante che farlo da solo.

 

Quote

Trovo sempre molto apprezzabile chi dedica parte dello spazio e impegno alla sperimentazione, che poi, diciamocelo, è anche la cosa più divertente...

Buona coltivazione!

Si, ma in fondo lo facciamo un po' tutti e con minore variabilità con le cultivar classiche, se solo penso alle diverse miscele di substrati, alle diverse dimore definitive, i rinvasi in contenitori di volume diverso, in quei casi si possono fare altrettante valutazioni interessanti.

 

1 hour ago, Toolshed said:

certo che l'incrocio fra un chiltepin e un bhut jolokia

è un po' come tentare di far accoppiare un leone e una gallina! :D 

Wow, hai centrato il primo punto appena espresso 😂: questa massima finirà come incipit nella scheda varietà del DBPF.org, grazie del contributo Dario! :lol2:

 

Non ho idea di quello che può uscir fuori, ma filogeneticamente sono abbastanza vicini ed infatti sono compatibili:

Phylogenetic relationships, diversification and expansion of chili peppers

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Lonewolf
On 1/8/2019 at 3:04 PM, Oban said:

Si riparte per la sesta stagione documentata qui sul forum. :friends:

La semina di quasi tutte le cultivar è avvenuta a fine anno, qualche C.annuum lo seminerò a primavera, mi riservo lo spazio per un paio di aggiunte, qualora riscontrassi difficoltà con i pochi semi a disposizione per alcune varietà.

Coltiverò sempre una pianta per varietà, salvo qualche eccezione per alcuni incroci interspecifici che mi interessa di più valutare, in aggiunta a qualche pianta che sto provando a svernare.

 

Al solito, lista ed obiettivi nel primo post, gli obiettivi sono grossomodo quelli delle scorse stagioni, quest'anno ci sono molti cross da piante che ho coltivato almeno una volta, saranno utili per osservare le modificazioni che avvengono nelle diverse specie ed apprendere qualcosa in più sui Capsicum.

La lista 2019:

 

 

Solo 27 varietà? :huh:

:lol:

Scherzo, lista molto interessante!

 

On 1/9/2019 at 10:39 AM, MatteoPetrioli said:

Due curiosità (probabilmente banali):

E' possibile che il risultato dei due ibridi sia identico?

E' possibile che alcuni tratti caratteristici si manifestino esclusivamente quando uno delle due varietà è padre mentre quando è madre no?

 

Domande per nulla banali!

Concettualmente, nei classici schemi di Mendel il contributo di padre e madre è identico.

Ma ci sono molti aspetti della genetica che ancora non conosciamo (o almeno io non conosco).

Se in qualche modo i caratteri sono determinati anche da altri fattori oltre al puro e semplice corredo cromosomico, allora il contributo della madre è sicuramente più importante.

 

 

On 1/9/2019 at 5:35 PM, Oban said:

Questi semi sono a disposizione di tutti gli associati e a titolo gratuito, vi basta farne richiesta a Stefania e coltivarli.

 

http://www.pepperfriends.com/forum/topic/16641-lista-semi-riservata-ai-soci-2018/

 

Il link, naturalmente, è accessibile solo ai soci.

 

11 hours ago, ChemJala said:

Vista la mia mania per gli incroci, non seguire questo topic sarebbe una follia...  Trovo sempre molto apprezzabile chi dedica parte dello spazio e impegno alla sperimentazione, che poi, diciamocelo, è anche la cosa più divertente...

 

 

La sperimentazione è sicuramente un aspetto molto interessante della coltivazione.

La sperimentazione con gli incroci diventa troppo spesso un metodo per far soldi facili vendendo semi i cui risultati sono imprevedibili (ovviamente NON è il caso di Oban).

 

1 hour ago, Toolshed said:

certo che l'incrocio fra un chiltepin e un bhut jolokia

è un po' come tentare di far accoppiare un leone e una gallina! :D 

 

Già anni fa avevo vagheggiato un incrocio chiltepin x Big Jim, ma non mi sono mai cimentato.

Chiltepin  x BJ è perfettamente realizzabile, sono curioso di vedere il risultato: mi aspetto un frutto relativamente piccolo, soft, non esageratamente piccante :)

 

 

 

 

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Oban
51 minutes ago, Lonewolf said:

Solo 27 varietà? :huh:

:lol:

Scherzo, lista molto interessante!

Meno della metà di quelle coltivate l'anno scorso, ho intrapreso il cammino della remittenza.😁

 

Quote

Il link, naturalmente, è accessibile solo ai soci.

:yes:

 

Quote

La sperimentazione è sicuramente un aspetto molto interessante della coltivazione.

La sperimentazione con gli incroci diventa troppo spesso un metodo per far soldi facili vendendo semi i cui risultati sono imprevedibili (ovviamente NON è il caso di Oban).

Oltre che imprevedibili sono spesso e volentieri NON replicabili, in primis a causa dell'instabilità varietale di questi "giovani" ibridi, aggravata dal fatto che la maggior parte di questi semi sono prodotti in libera impollinazione, esplicitamente venduti, a caro prezzo, con le sigle OP (Open Pollinated) e questo vanifica tutti gli sforzi che si fanno nel processo di stabilizzazione (ma anche di varietà classiche, storiche ed ultrastabili!), oltre che generare altrettanti nuovi ibridi F1 instabili.

 

Quote

Già anni fa avevo vagheggiato un incrocio chiltepin x Big Jim, ma non mi sono mai cimentato.

Chiltepin  x BJ è perfettamente realizzabile, sono curioso di vedere il risultato: mi aspetto un frutto relativamente piccolo, soft, non esageratamente piccante :)

I vaneggiamenti di un tizio skillato come te, possono essere d'ispirazione per tutti, anche a distanza di anni:

http://www.pepperfriends.com/forum/topic/5281-ibridi/?do=findComment&comment=480234

 

Se quest'anno non ti dedichi alla coltivazione della solita betulla 😂 , c'è a disposizione qualcosa di simile, come Chiletepin x Lazzaretto Abruzzese.

 

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Oban

Il setup attuale si basa sull'utilizzo della IKEA SAMLA - Contenitore 65 L - LED Lightbox e sfrutto questo progetto sia da Germbox che da Lightbox contemporaneamente.

 

Il resto della procedura è quella collaudata in Oban 2017 e Oban 2018, riespongo qualche dettaglio:

 

Dentro la scatola di plastica da 65 L c'è un'altra scatola senza coperchio, uno strato di polistirolo per isolare dal pavimento ed un'altra scatola con il coperchio, quella che si vede in foto con i primi semi interrati, in attesa che compaiano gli archetti.

Peperoncini 2019 - 0006.jpg

 

 

Qui si vede meglio, alla base della scatola ben chiusa, c'è il cavetto termico da 80W associato ad un termostato regolato a 20°C.

Adagiati sul cavetto c'è il portaminuterie con i semi messi a germinare a temperatura controllata e di bicchierini da 80cc con i germogli interrati non appena fa la comparsa la radichetta.

Peperoncini 2019 - 0007.jpg

 

 

Nei giorni successivi gli archetti spuntati passano al piano superiore, appoggiati sul coperchio del germbox, da questo momento in poi è fondamentale una buona illuminazione delle plantule.

Peperoncini 2019 - 0008.jpg

Peperoncini 2019 - 0009.jpg

 

Piano piano, la scatola inizia a riempirsi di piantine

Peperoncini 2019 - 0010.jpg

 

 

Un Lightbox "portable" come questo permette di spostarlo e tenerlo accostarlo al termosifone a proprio piacimento: tutto il calore generato viene conservato ed è impiegato per ottenere una buona temperatura, fondamentale per la corretta germinazione dei semi ed utile per una crescita veloce delle piantine appena emerse dal terreno.

In questo modo il cavetto termico si accende saltuariamente, solamente quando la sonda del termostato, inserita nella scatolina di plastica dei semi, scende sotto la temperatura impostata.

Bisogna solo avere la premura di verificare che la temperatura all'interno del portaminuterie con i semi, non superi i 30°C.

Peperoncini 2019 - 0017.jpg

 

 

Quando le luci sono accese tengo il coperchio chiuso per mantenere tutto il calore prodotto dall'illuminazione, inevitabilmente si forma della condensa sulle pareti interne, non è un problema: si raccoglie alla base del Lightbox, le luci e il germbox, sono posti più in alto e mai a diretto contatto con l'acqua. 

Peperoncini 2019 - 0018.jpg

 

 

Quando le luci sono spente, rimuovo il coperchio e faccio asciugare le pareti della Lightbox dalla condensa.

Quest'ultima foto risale a ieri, sono già a 40 plantule ma spero di donarne almeno una decina al più presto, tra doppioni e triploni.

Peperoncini 2019 - 0023.jpg

 

 

Manca solamente qualche informazione sul substarto, un terriccio di qualità è di fondamentale importanza a mio avviso, mescolato con il 30% di agriperlite e 5gr/L di leonardite in polvere.

Al momento del rinvaso intermedio deciderò se concimare o meno il substrato.

 

Al solito, utilizzo il terriccio Neuhaus Klasmann Huminsubstrat N3 per tutte le fasi di coltivazione: semina, rinvaso intermedio e rinvaso definitivo; l'unica cosa che vario nella composizione del substrato, durante le distinte fasi, è la tipologia e la percentuale degli inerti, oltre all' eventuale aggiunta di concime.

 

Qualche informazione in più sul terriccio impiegato, l'ho scritto gli anni passati:

http://www.pepperfriends.com/forum/topic/15619-oban-2017/?page=10&tab=comments#comment-464639

 

http://www.pepperfriends.com/forum/topic/16095-oban-2018/?page=2&tab=comments#comment-474856

 

 

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luca1973

In bocca al lupo Daniele... da te ci attendiamo sempre grandi cose!!!

Luca

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Lucapsico

Grande Daniele! Cosa sai dirmi del Rocoto Big Apple! Lo hai mai coltivato? Ho preso i semi dall'associazione per curiosità perché mi ispiravano quei frutti così grandi. Sai dirmi qualcosa in più?

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MatteoPetrioli
59 minutes ago, Oban said:

Il setup attuale si basa sull'utilizzo della IKEA SAMLA - Contenitore 65 L - LED Lightbox e sfrutto questo progetto sia da Germbox che da Lightbox contemporaneamente.

 

Il resto della procedura è quella collaudata in Oban 2017 e Oban 2018, riespongo qualche dettaglio:

 

Dentro la scatola di plastica da 65 L c'è un'altra scatola senza coperchio, uno strato di polistirolo per isolare dal pavimento ed un'altra scatola con il coperchio, quella che si vede in foto con i primi semi interrati, in attesa che compaiano gli archetti.

 

Una domanda, come mai non hai rivestito le pareti con qualcosa di riflettente? Non hai dispersione di luce?

 

59 minutes ago, Oban said:

 

Manca solamente qualche informazione sul substarto, un terriccio di qualità è di fondamentale importanza a mio avviso, mescolato con il 30% di agriperlite e 5gr/L di leonardite in polvere.

Al momento del rinvaso intermedio deciderò se concimare o meno il substrato.

Pensavo non fosse necessaria la Leonardite in questa prima fase, dato che mi è avanzata dall'anno scorso, mi consigli di aggiungere al terriccio nel quale andrò a posizionare il seme con la radichetta? Non è dannosa in questa prima fase vero? (il terriccio che ho preso è il Lightmix della Biobizz)

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ChemJala
10 hours ago, Lonewolf said:

 

La sperimentazione è sicuramente un aspetto molto interessante della coltivazione.

La sperimentazione con gli incroci diventa troppo spesso un metodo per far soldi facili vendendo semi i cui risultati sono imprevedibili (ovviamente NON è il caso di Oban).

 

 

9 hours ago, Oban said:

 

Oltre che imprevedibili sono spesso e volentieri NON replicabili, in primis a causa dell'instabilità varietale di questi "giovani" ibridi, aggravata dal fatto che la maggior parte di questi semi sono prodotti in libera impollinazione, esplicitamente venduti, a caro prezzo, con le sigle OP (Open Pollinated) e questo vanifica tutti gli sforzi che si fanno nel processo di stabilizzazione (ma anche di varietà classiche, storiche ed ultrastabili!), oltre che generare altrettanti nuovi ibridi F1 instabili.

 

Purtroppo sì... concordo: nei vari shop di sementi ci sono sempre troppi semi di incroci F1, venduti a prezzi alti, e spesso con l'unica premessa di essere dei "figli di superhot ancora più superhot", cosa che personalmente trovo la più insensata nel mondo dei peperoncini... ma se fatti con la pazienza di selezionare e stabilizzare le caratteristiche interessanti di un ibrido, gli incroci per me sono al pari del conservare le varietà storiche. Tant'è che degli incroci che ho tentato (almeno 1 nuovo all'anno), solo di uno stò proseguendo con la selezione dell'F3 (dopo aver già eliminato un'altra linea, arrivata anch'essa alla F3), e mai ne venderò i semi! Se qualcuno ne sarà interessato li regalerò o li scambierò, ma solo dalla F4 in poi.
Poi magari altri avranno altri gusti e saranno meno bacchettoni di me sulla purezza 🤷‍♂️ ...

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Oban
8 hours ago, Lucapsico said:

Grande Daniele! Cosa sai dirmi del Rocoto Big Apple! Lo hai mai coltivato? Ho preso i semi dall'associazione per curiosità perché mi ispiravano quei frutti così grandi. Sai dirmi qualcosa in più?

Si l'ho coltivato nel 2015 alla mia prima esperienza con i C.pubescens, senza successo ed infatti lo ribattezzai Rocoto Big Strunz, in mastello ottenni una pianta grande e rigogliosa, ma nulla di più.

 

On 10/28/2016 at 10:46 AM, Oban said:

Rocoto Big Apple AKA Rocoto Big Strunz Non ha prodotto nulla, ho visto un paio di bellissimi fiori aperti ma ho avuto una costante cascola dei boccioli, a primavera ma anche in autunno, certamente ho sbagliato qualcosa ma non è certo una varietà che consiglierei a qualcuno. Provo a svernarla.

La ricordo come un pianta dall'ottima vigoria ma molto rustica, dal fogliame spesso e dai rami robusti e molto pubescenti, anche in confronto ad altre varietà che ho coltivato successivamente.

Altre informazioni più dettagliate le trovi nella scheda varietà del DBPF.org: https://www.pepperfriends.org/dbpf/rocoto-bigapple_001.asp

 

7 hours ago, MatteoPetrioli said:

Una domanda, come mai non hai rivestito le pareti con qualcosa di riflettente? Non hai dispersione di luce?

Giusta considerazione, fondamentalmente perché ancora non trovo il coraggio e la voglia di acquistare qualche metro quadro di myalar per rivestire e chiudere lo scaffale Lightbox.

Inoltre non utilizzo sempre questa soluzione, sfrutto questo progetto per le prime 2 o 3 settimane dalla semina, poi trasferisco le piante in Lightbox più capienti.

Ad ogni modo non vorrei incollarlo alle pareti di plastica in maniera definitiva, a fine stagione pulisco e disinfetto le scatole con candeggina, prima di riporla per l'anno successivo.

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Oban
8 hours ago, MatteoPetrioli said:

Pensavo non fosse necessaria la Leonardite in questa prima fase, dato che mi è avanzata dall'anno scorso, mi consigli di aggiungere al terriccio nel quale andrò a posizionare il seme con la radichetta? Non è dannosa in questa prima fase vero? (il terriccio che ho preso è il Lightmix della Biobizz)

Non è strettamente necessaria, i terricci spesso contengono già gli acidi umici e fulvici, tuttavia la utilizzo da almeno 3 anni in tutte le fasi.

 

Del resto è un ammendante organico, quindi di origine naturale, aiuta a mantenere il substrato sufficientemente acido e garantisce una buona l'assimilazione dei nutrienti, incrementando le caratteristiche chimico fisiche del terreno e migliorandone struttura e fertilità.

 

Io utilizzo la formulazione in polvere (c'è anche in formula liquida concentrata), la Humivita 45-25, ulteriori informazioni interessanti le trovi qui:

http://www.arpaspeciali.com/main.php?page=prodotti&idparent=127&iddetail=385

 

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Oban

La semina ed alcune considerazioni sulle germinazioni ottenute.

Peperoncini 2019 - 0004.jpg

 

 

Oban 2019 - Semina.jpg

 

 

T0: Posa su lana di roccia, l'ordine è progressivo, partendo da in alto a sinistra.

Peperoncini 2019 - 0005.jpg

 

 

T1: Immagine a distanza di 12 giorni dalla posa, la maggior parte dei semi è stata già interrata appena spunta la radichetta.

Peperoncini 2019 - 0011.jpg

 

  1. Thunder Mountain Longhorn: Ho messo a germinare 3 semi, non sono germinati e dopo una decina di giorni è comparsa della muffa, ho aggiunto in un altro scompartimento gli ultimi due semi che avevo a disposizione ma li ho disinfettati con TSP, non sono germinati comunque ma almeno non presentano muffa. Cinque semi non fanno assolutamente statistica ma considerando quanto è facile produrre semi Open Pollinated, quando li acquisto mi aspetto una buona vitalità, in questo caso non è stato così, benché i C.annuum germinano velocemente e senza particolari problematiche in pochi giorni. Il resto dei semi l'ho diviso con due amici del forum e qualche seme l'ho messo a disposizione degli associati PF, magari loro riusciranno ad ottenere almeno una piantina, io se non mi faccio inviare altri semi, per quest'anno desisto con questa varietà.
  2. Aji Amarillo X Jamy (F1): Germinati in 4 giorni e senza alcun problema, c'era da aspettarselo da semi freschissimi, appena prodotti.
  3. Jamy X Aji Amarillo (F1): Questi al contrario sono stati più lenti e mi hanno creato qualche problema nel liberarli dal tegumento. Se avessi estratto i semi da un solo frutto non mi sarei fatto molte domande riguardo a questa discrepanza, ricordo di aver prodotto almeno un paio di incroci identici, forse 3, vista l'estrema facilità di ottenere frutti in questa specie (C.baccatum), tra le più produttive e facili da far allegare.
  4. Bhut Jolokia CPI: Germinati tutti in tempi brevi, 7 giorni. Del resto erano semi freschi, appena prodotti in serra nel 2017 e ben conservati fino a quando mi sono stati consegnati: non ho motivo di nascondere una mia profonda convinzione, i semi (puri!) Pepperfriends sono una garanzia.
  5. Bhut Jolokia Rust: Nonostante fossero semi vecchi di qualche anno, sono germinati quasi tutti, ci è voluto solo qualche giorno in più per farli germinare, tempistiche più lunghe anche per farli emergere dal terriccio, 13 giorni, altri 2 semi 17 giorni.
  6. Bhut Jolokia White JW: Mi ero lasciato solamente 3 semi per me, uno è germinato in 7 giorni, l'altro dopo 17 giorni, situazione abbastanza emblematica ed esemplificativa del campione ridottissimo preso in considerazione, non rilevante ai fini statistici: è un discorso da tenere sempre ben presente, qualsiasi considerazione si faccia. Vero è che, se reperisco o acquisto dei semi, è perché voglio ottenere delle piantine da far crescere, non fare considerazioni di tipo statistico.
  7. Shabu Shabu X Lazzaretto Abruzzese: Che dispiacere quando ho aperto l'unico frutto ottenuto ed ho osservato quei semi mal formati. In effetti tutti i semi non hanno germinato, ci riprovo l'anno prossimo se in estate riesco a riprovare l'incrocio.
  8. Bengle Naga X CAP 1478 (F1): Questi sono gli unici semi auto prodotti che ho disinfettato prima della semina, per uno specifico motivo: vorrei ridurre al minimo le possibilità che i semi siano contaminati e che i problemi osservati nella pianta ottenuta quest'estate siano dovuti ad una virosi. Quest'ultima eventualità può avvenire anche successivamente alla germinazione del seme, trasmessa da afidi o tripidi su piante sane. Per inciso, ci sono virus che si annidano all'interno del seme, impossibili da disattivare con un'accurata disinfezione della superficie esterna del seme. Tuttavia non credo sia questi il motivo che ha generato le foglie filiformi ed accartocciate, tendo ad escludere anche la presenza di acari. Germinazione problematica, come con la decina di semi messi quest'estate, almeno una plantula l'ho ottenuta, vediamo se ad un certo punto si ripresenta la stessa problematica riscontrata in estate, il ritmo di crescita è ugualmente rallentato.
  9. Tabasco Greenleaf: Ho messo pochi semi estratti da un frutto acerbo, ben formato, giusto per ottenere una pianta e ci sono riuscito, germinato in 5 giorni.
  10. Rocoto Aji Oro: Sapendo che erano appena stati prodotti, ho messo pochissimi semi, sono germinati in tempi brevi, 5 giorni, grazie Nino.
  11. Rocoto Big Brown (Fat Pheno): Ho messo a germinare una marea di semi OP, prodotti da me in libera impollinazione, sono iniziati a germinare dopo 5 giorni. Tempistiche e germinabilità in linea con le altre specie coltivate, un'evidenza che avevo sottolineato anche l'anno scorso con la stessa varietà, ma da semi acquistati, evidentemente freschissimi.
  12. Rocoto Big Brown X Rocoto Riesen Yellow (F1): Sto ancora esitando ad estrarre i semi dal frutto raccolto dalla pianta ad inizio anno, spero che i semi siano ben formati e vitali.
  13. Rocoto Brown: Anche qui, nessun problema nonostante il campione ridottissimo, germinati dopo 6 giorni.
  14. Rocoto Riesen Yellow X Rocoto Big Brown (F1): Ho aperto il frutto e messo a disinfettare tutti i semi estratti "a fresco". Ne ho messi a germinare una decina, nati con un paio di  giorni di anticipo rispetto a semi prodotti dalla stessa pianta in estate e poi essiccati.
  15. Rocoto Stolen Yellow X Rocoto Big Brown (F1): Ottima germinabilità e tempistica in linea con le germinazioni ottenute quest'anno, radichette spuntate dopo 7 giorni.
  16. Rocoto Stolen Yellow X CAP 500 (F1): Qui la vitalità dei semi è decisamente più bassa, la germinazione problematica in quanto alcune radichette si sono fermate, oltretutto ho avuto molti problemi nel liberare i cotiledoni dal tegumento, nonostante i semi siano, esteriormente, del tutto identici a quelli di un Rocoto. Ho aggiunto altri semi non appena ho avuto queste impressioni, i semi provengono da almeno 3 o 4 frutti ben maturi quindi escludo che siano ragioni legate alla produzione dei semi. Del resto è a tutti gli effetti un incrocio interspecifico simile al Rocopica e quello si che è problematico da far germinare, una delle bestie nere per chi vuol coltivarli: non sono difficoltosi da far germinare ma creano problemi per liberare i cotiledoni dal tegumento del seme.
  17. Chiltepin Cappuccino X Bhut Jolokia Mulatto (F1): Ho interrato due radichette, spuntate rispettivamente dopo 4 e 6 giorni.
  18. C.eximium, CAP 1491: Ho messo molti semi freschi, sono germinati quasi tutti, i primi che ho interrato dopo 5 e 6 giorni, gli altri hanno impiegato qualche giorno in più, grazie Luca.
  19. Judy's Blue Mystery X CAP 1478 (F1): Germinati senza difficoltà dopo 5 giorni.
  20. Rocopica OB29 X Rocoto Big Brown (F1): Ho messo tutti i semi che avevo a disposizione temendo che fosse problematico liberare i cotiledoni dal seme, non ho riscontrato alcuna difficoltà. L'unica cosa riscontrata è che le prime 4 radichette, interrate appena sono spuntate, si sono poi bloccate e non sono emerse le plantule: le 4 piante che sto crescendo, sono nate tutte da semi interrati quando iniziava a formarsi l'archetto.

 

 

La procedura della disinfezione dei semi con Fosfato Trisodico (TSP) è un po' lenta, in dettaglio la trovate in Trattamenti dei semi Pre-Semina / Pre-Germinazione, la consiglio fortemente in quanto è di comprovata utilità preventiva!

In alternativa, utilizzate la candeggina opportunamente diluita, è molto più reperibile ed economica.

Per questioni logistiche quest'anno mi è stato impossibile effettuare la disinfezione di tutti i semi messi a germinare, poco male, quei semi erano quasi tutti provenienti da fonte certa o prodotti da me su piante sane.

Peperoncini 2019 - 0001.jpg

 

 

Rocopica OB29 X Rocoto Big Brown (F1)

Semi molto chiari, ma ne ho parlato più volte lo scorso anno.

Peperoncini 2019 - 0014.jpg

 

 

Bengle Naga X CAP 1478 (F1)

Quei cotiledoni erano compromessi da quella strozzatura, pur liberandoli dal seme non sono riuscito ad ottenere una seconda pianta.

Gli altri semi non avevano altrettanta spinta e la vitalità è stata bassa, un'idea da questo incrocio me la sono già fatta, vediamo se si riesce a verificare.

Peperoncini 2019 - 0012.jpg

Peperoncini 2019 - 0016.jpg

 

 

C.eximium, CAP 1491

I semi li ho estratti personalmente da bacche essiccate e conservate da Luca1973, un loro dettaglio prima della disinfezione.

Peperoncini 2019 - 0002.jpg

Peperoncini 2019 - 0003.jpg

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kapto
1 hour ago, Oban said:

Bengle Naga X CAP 1478 (F1): Questi sono gli unici semi auto prodotti che ho disinfettato prima della semina, per uno specifico motivo: vorrei ridurre al minimo le possibilità che i semi siano contaminati e che i problemi osservati nella pianta ottenuta quest'estate siano dovuti ad una virosi. Quest'ultima eventualità può avvenire anche successivamente alla germinazione del seme, trasmessa da afidi o tripidi su piante sane. Per inciso, ci sono virus che si annidano all'interno del seme, impossibili da disattivare con un'accurata disinfezione della superficie esterna del seme. Tuttavia non credo sia questi il motivo che ha generato le foglie filiformi ed accartocciate, tendo ad escludere anche la presenza di acari. Germinazione problematica, come con la decina di semi messi quest'estate, almeno una plantula l'ho ottenuta, vediamo se ad un certo punto si ripresenta la stessa problematica riscontrata in estate, il ritmo di crescita è ugualmente rallentato.

 

1 hour ago, Oban said:

Bengle Naga X CAP 1478 (F1)

Quei cotiledoni erano compromessi da quella strozzatura, pur liberandoli dal seme non sono riuscito ad ottenere una seconda pianta.

Gli altri semi non avevano altrettanta spinta e la vitalità è stata bassa, un'idea da questo incrocio me la sono già fatta, vediamo se si riesce a verificare.

 

L'unico mio esemplare, dei tuoi semi di Bengle Naga X CAP 1478 (F1) che ha germinato, era rimasto incastrato nel seme fin dalla fase scottex, cresce molto lentamente e le prime due foglie sembrano già presentare i problemi che avevi riscontrato questa estate.
(semi disinfettati con la candeggina)

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Oban
16 minutes ago, kapto said:

L'unico mio esemplare, dei tuoi semi di Bengle Naga X CAP 1478 (F1) che ha germinato, era rimasto incastrato nel seme fin dalla fase scottex, cresce molto lentamente e le prime due foglie sembrano già presentare i problemi che avevi riscontrato questa estate.

(semi disinfettati con la candeggina)

Mi accontenterei di vedere almeno un fiore di questo incrocio interspecifico, per il resto non ho grandi aspettative.

 

La pianta ottenuta quest'estate la tengo a svernare con le altre piante 2018, entrerebbe in Lightbox ma preferisco tenerla in quiescenza, con una temperatura di 12-13°C in questo periodo ha perso qualche foglia e lo sviluppo vegetativo si è bloccato.

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Oban

Aggiornamento sullo stato attuale delle plantule, ieri le ho trasferite nella SAMLA 130 L, ben più capiente.

Peperoncini 2019 - 0024.jpgPeperoncini 2019 - 0025.jpg

 

 

Le altre piante seminate a fine estate sono in appartamento non riscaldato, prendono parecchia luce ma la temperatura interna in questo periodo è intorno ai 12°C , ma all'esterno abbiamo toccato anche picchi di -12°C settimana scorsa.❄️

 

Normalmente piante di quelle dimensioni hanno già fiorito ed in primavera, allegato anche qualche frutto, ma le temperature medie si assestano ad almeno 10°C in più, oltre a prendere più ore di luce.

 

 

C.flexuosum

Peperoncini 2019 - 0022.jpg

 

 

Rocoto Big Brown X Rocopica OB03 (F1)

Ho un paio di piante, motivo per il quale non ho riseminato questo incrocio.

Attualmente sono in vaso da 1 L e ci rimarranno fino a Marzo, poi secondo rinvaso intermedio e a Maggio quello definitivo.

Come potete vedere, seminare con così largo anticipo, qualche problema logistico lo crea sempre.

Peperoncini 2019 - 0020.jpg

 

 

Rocoto Big Brown X Rocopica OB03 (F1)

Riportandole ad una temperatura media di 20°C, magari potremmo osservare i fiori con qualche mese di anticipo.

Il profumo emanato dalle foglie di questi due esemplari e decisamente più dolce e gradevole rispetto al C.pubescens che hanno di fianco.

Peperoncini 2019 - 0021.jpg

 

 

Rocoto Big Brown (Slim Pheno)

Pianta nata nello stesso periodo dei precedenti incroci e dalla medesima pianta madre, non ricordo se questo esemplare è nato da semi puri o semi OP che avevo messo per fare un test di germinazione.

La stessa pianta madre, mi sta ancora regalando questi bellissimi frutti della seconda fioritura, a temperatura basse i frutti maturano molto lentamente.

Peperoncini 2019 - 0019.jpgPeperoncini 2018 - 2603.jpgPeperoncini 2018 - 2604.jpg

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