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Lonewolf

Svernamento/Overwintering

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Lonewolf

L'argomento del momento è svernamento (overwintering).

Se n'è già parlato molto nel forum, per esempio qui nel 2013, ma repetita iuvant :)

 

Lo svernamento consente di far superare l'inverno alle piante con lo scopo di avere piante in fiore e a frutto in anticipo nella primavera successiva oppure ottenere piante pià grandi e produttive.

In generale, il guadagno di tempo e pdoduttività non è particolarmente significativo rispetto ad una semina anticipata (gennaio/febbraio) e le problematiche sono molte, quindi lo svernamento non è una pratica da utilizzare sempre e comunque.

Val la pena svernare piante di specie e varietà che spesso danno il meglio dal secondo anno (per esempio C.pubescens e alcune specie selvatiche come C.flexuosum e C.tovarii) oppure piante rare che per un motivo o per l'altro è necessario mantenere in vita.

Un caso tipico è una pianta rara per cui la produzione di semi puri il primo anno non ha avuto successo.

Svernare un C.annuum ornamentale è probabilmente uno spreco di tempo e risorse.

 

Quando iniziare lo svernamento?

La risposta è semplice: quando c'e' il rischio concreto di gelata imminente o di lungo periodo con temperature minime poco sopra zero.

Il peggior nemico dei peperoncini è il gelo; basta una notte sottozero e, anche se al mattino sembra tutto a posto, il destino delle piante è segnato (almeno per C.annuum e C.chinense).

In previsione di un periodo freddo in arrivo, è sempre preferibile anticipare le piogge e portare le piante al riparo quando la terra nei vasi non è già zuppa d'acqua.

Ho parlato di terra nei vasi e non è un caso; è evidente che è semplice spostare al riparo piante in vaso, molto meno piante coltivate a terra ...

E' certo possibile trasferire una pianta coltivata a terra in un vaso, ma in generale è un notevole stress per l'apparato radicale e la probabilità di sopravvivenza molto minore.

 

Dove effettuare lo svernamento?

La risposta è più complessa.

Sostanzialmente ci sono due tecniche diverse che potremmo identificare come svernamento "caldo" e "freddo".

 

Lo svernamento indoor "caldo" consiste nel riparare le piante in un ambiente con una buona temperatura (15-20°C), per esempio all'interno del proprio appartamento.

L'ideale sarebbe ovviamente una serra riscaldata, ma è un sogno irrealizzabile per quasi tutti :rolleyes:

In condizioni di temperature elevate le piante possono continuare a vegetare, ma richiedono molta luce, altrimenti le nuove parti formate (foglie e getti) saranno deboli e "filate".

In inverno la luce naturale è insufficiente, anche in una veranda riscaldata o davanti ad una grande finestra; meglio prevedere una qualche forma di ulluminazione artificiale, almeno per qualche ora al giorno.

E' preferibile evitare ambienti troppo secchi; quindi piante lontane dai termosifoni ...

Naturalmente è necessario innaffiare; frequenza e quantità dipendono dalla temperatura, dal tipo di terriccio, dalle dimensioni del vaso e della pianta, dalla spinta vegetativa ecc; in generale è sufficiente innaffiare ogni 3-4 giorni, ma ci sono molte eccezioni.

E' sempre preferibile soppesare i vasi e valutare caso per caso.

Spesso le piante sono portate indoor in periodi di maltempo e i vasi possono essere saturi di pioggia; all'inizio le innaffiature possono essere meno necessarie che in seguito.

In ogni caso, vale sempre la regola "meglio troppo poco che troppo".

L'ECCESSO DI ANNAFFIATURE E' LA PRINCIPALE CAUSA DI MORTE DELLE PIANTINE SVERNATE (cit. Ciani).

 

Spesso le nostre abitazioni sono troppo "secche" per le piante.

E' possibile nebulizzare acqua sulle foglie periodicamente (senza bagnare il tappeto persiano di vostra moglie!); certe specie gradiscono molto (per esempio C.galapagoense), ma la contropartita è il possibile sviluppo di patologie fungine e batteriche.

 

Lo svernamento "freddo" consiste nel riparare le piante in un ambiente con bassa temperatura (8-10°C) e scarsa illuminazione, anche solo artificiale (ma non buio totale!).

Le piante si pongono in uno stato di quiescenza, spesso perdono le foglie (non necessariamente) e smettono di vegetare.

Un ambiente adatto tipo può essere un garage interrato, una soffitta, una veranda non riscaldata ecc.

Anche in questo caso, bisogna ricordarsi di innaffiare ogni tanto (molto meno che in casa, indicativamente ogni 8-10 giorni circa).

Ci sono specie che possono continuare a vegetare e addirittura a fiorire, allegare e maturare (lentamente) i frutti a 10°C, per esempio il C.lanceolatum.

Non è certo che tutte le piante che entrano in quiescenza poi riprendano a vegetare a primavera, ma in generale la percentuale di "risvegli" è elevata.

 

Per quanti anni si può ripetere lo svernamento?

Dipende dalla specie.

Per le specie coltivate 3-4 anni di vita sono già un ottimo risultato.

Certe specie wild sono più longeve, ma comunque iniziano a mostrare segni di "stanchezza" dopo 4-5 anni.

Il mio Rocopica 2006 e' un caso eccezionale; pur avendo subito solo due o tre rinvasi in 12 stagioni e scarse concimazioni, produce sempre molto, matura i frutti e addirittura riesce timidamente a vegetare a 10°C, di fatto non si e' mai fermato del tutto in tutti questi anni.

 

Quali problemi si possono incontrare nello svernamento?

Il primo problema sono gli ... insetti!

Spesso, già pochi giorni dopo aver portato le piante indoor, si iniziano a vedere afidi, bruchi e altri insetti dannosi.

Normalmente le foglie ospitano uova e stadi giovanili che sono tenuti sotto controllo dai predatori e (a fine stagione) dalle basse temperature; appena le piante sono al calduccio e al riparo dai predatori, le uova si schiudono e le popolazioni aumentano rapidamente ... :rolleyes:

I bruchi (di lepidotteri o coleotteri) sono particolarmente difficili da individuare, si mimetizzano molto bene e una volta individuati possono lasciarsi cadere su foglie sottostanti e rendersi invisibili in frazioni di secondo.

Un problema tipico degli ambienti indoor sono gli sciaridi, una sorta di moscerini che svolazzano intorno alle piante.

Sciaridi che girano, apparentemente senza alcun danno per le piante adulte, possono diventare una vera calamità se si svernano le piante nello stesso ambiente in cui si effettua la nuova semina!

Infatti depongono uova nel terriccio e le larve si mettono a caccia di tenere radici ...

 

Come prevenirre il problema degli insetti?

Decisamente sconsigliato utilizzare insetticidi indoor :rolleyes:

Un trattamento insetticida preventivo sulle piante può essere utile, ma è necessario utilizzare un sistemico (confidor, per esempio) o comunque un insetticida con azione preventiva (neem, per esempio); un insetticida per contatto (piretro) è poco efficace se gli insetti ancora non ci sono (ma ci sono le uova).

Molto utili le trappole cromotropiche gialle per catturare afidi, sciaridi e altro o almeno monitorarne la presenza.

Per i bruchi può essere utile un trattamento fogliare con Bacillus thuringensis.

Attenzione ad utilizzare il confidor subito prima di portare le piante indoor; l'odore è terribile e permane per molti giorni!

 

Va bene svernare le piante nello stesso ambiente dove a gennaio si iniziano le semine?

Pessima idea!

Far convivere piante svernate con la semina significa quasi sicuramente trovarsi afidi o altre grane sulle giovani piantine.

Meglio evitare ...

 

Bisogna potare le piante prima di portarle indoor?

In generale no.

Basta togliere parti secche o rovinate, erbacce nel terriccio, foglie secche ecc.

Un buon motivo per una potatura drastica è ovviamente ridurre le dimensioni delle piante per risparmiare spazio.

In caso di tagli importanti, su fusto o grossi rami, meglio applicare l'apposito mastice cicatrizzante per evitare l'ingresso di patogeni.

Ci sono comunque anche tecniche alternative; per esempio il nostro amico Pr0digal Son riduce drasticamente chioma e radici, libera la pianta dal terriccio, lava le radici con varecchina diluita e/o detersivo (!), infine mette a dimora in terriccio nuovo e aspetta ... la ripartenza.

A giudicare dai suoi risultati, direi che il metodo ha i suoi vantaggi.

 

Sono necessarie altre operazioni indoor?

Durante lo svernamento non sono necessarie potature, concimazioni o rinvasi.

 

Quali altri problemi si possono incontrare?

Il maggior pericolo è mantenere di anno in anno nella propria coltivazioni patologie insidiose, in particolare malattie fungine, batteriosi e soprattutto virosi.

E' vivamente sconsigliato svernare piante che manifestino sintomi di patologie.

 

Quando si possono riportare le piante fuori?

Quando c'e' certezza che non ci saranno piu' gelate.

Se il sole e' gia' forte e le piante hanno prodotto foglie nuove e tenere, è necessario un adattamento graduale al sole

 

Quali operazioni sono necessarie al momento di riportare le piante fuori?

E' utile ancora una potatura per eliminare rami secchi e parti danneggiate.

E' importante fornire nuovi nutrienti, tramite concimazione o rinvaso in terriccio nuovo.

 

E se devo solo far maturare gli ultimi frutti?

Completare la maturazione di frutti (soprattutto se isolati) è un valido motivo per uno svernamento "temporaneo".

In questo caso è consigliato ovviamente uno svernamento caldo, anche se non è possibile fornire molta luce.

Se lo scopo primario e' far maturare i frutti isolati, conviene tagliare i rami che non hanno frutti isolati.

 

Se mi vengono in mente altre considerazioni, le aggiungo qui sotto.

Intanto ... buon svernamento!

 

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Lonewolf

E se lascio le piante all'aperto?

Nessun problema per chi ha la fortuna di vivere in zone dove non ci sono gelate. Beati loro!

 

Com'è noto, il C.flexuosum sopporta bene il gelo e può ripartire anche dopo un inverno rigido.

Altre specie selvatiche possono sopravvivere bene ad un inverno mite, con solo pochi giorni sottozero.

C.eximium, C.rhomboideum, C.baccatum var baccatum, C.lanceolatum sono abbastanza resistenti al gelo; spesso perdono le parti terminali dei rami, ma ricacciano dalla base del fusto (in alcune specie anche dalle radici!) o emettono nuovi getti dalla parte basale dei vecchi rami.

Tra le specie coltivate, solo C.baccatum e (forse) C.pubescens sembrano in grado di superare, a fatica, un inverno all'aperto.

Non ho mai visto C.annuum, C.chinense e C.frutescens sopravvivere al primo gelo.

 

Ci sono accorgimenti che possono aiutare le piante a superare l'inverno outdoor, per esempio corprirle con tnt, posizianarle in luoghi riparati (vicino al muro della casa ecc) e coprire con materiale isolante i vasi per riparare almeno le radici e la parte basale del fusto.

 

 

 

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