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Lonewolf

Pimento del Sahara

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Lonewolf

A Rieticuorepiccante presentiamo il “Pimento del Sahara” la più antica varietà

(cliccare sul testo per visitare la pagina)

 

Storia interessante ...

 

Come ormai ben noto, le particolarità della pianta (foglie e petali filiformi) potrebbero essere espressione dell'attivazione di un paio di geni documentati da tempo (1961, 1965, 1980)

 

genes.jpg

(Fonte: The genes of Capsicum, Wang e Bosland, HortScience 41(5):1169-1187, 2006)

 

Che si tratti in sostanza di un mutante è anche l'opinione di esperti di Capsicum di indubbia fama ed esperienza, da me consultati inviando immagini e video di questa varietà.

Piante con caratteristiche simili sono apparse anche altrove, per esempio in Finlandia (ci sono foto di Aropupu in vecchi topic del 2011 su questo forum), a partire da semi di comuni C.annuum ornamentali.

 

 

Tuttavia è pur sempre possibile che nel caso specifico dei semi donati dal beduino si tratti di qualcosa di nuovo ...

 

Articoli scientifici sull'origine dei Capsicum, anche recentissimi (tra cui uno pubblicato solo da un paio di mesi, ne scriverò a breve sul forum), si ostinano però a considerare il Sud America come origine del genere Capsicum.

 

Definire questo Pimento del Sahara come "la più antica varietà" è quindi una affermazione molto impegnativa e rivoluzionaria.

 

Credo che la questione meriterebbe un articolo scientifico su una rivista specializzata oppure, più semplicemente, la presentazione (orale o tramite poster) in un evento scientifico di rilievo, come la "International Pepper Conference" oppure "Eucarpia Capsicum and Eggplant" (a settembre in Ungheria).

 

Sarebbe il primo passo verso uno studio approfondito del genoma di questa varietà e, magari, verso una completa riscrittura della genesi del genere Capsicum.

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Hellas

Definire questo Pimento del Sahara come "la più antica varietà" è quindi una affermazione molto impegnativa e rivoluzionaria.

 

Credo che la questione meriterebbe un articolo scientifico su una rivista specializzata oppure, più semplicemente, la presentazione (orale o tramite poster) in un evento scientifico di rilievo, come la "International Pepper Conference" oppure "Eucarpia Capsicum and Eggplant" (a settembre in Ungheria).

 

 

Sarebbe interessante... soprattutto ascoltare le ragioni di una dichiarazione simile.

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Lonewolf

Il fatto che il beduino coltivasse la pianta da anni in un'oasi non significa certo che sia una pianta originaria della zona.

Magari il nonno del beduino ha ricevuto qualche bacca di peperoncino da un esploratore di passaggio ...

 

Se il beduino avesse raccolto i frutti nel deserto da piante spontanee nella zona, sarebbe già qualcosa in più, anche se nemmeno quello sarebbe un elemento risolutivo per definirla specie originaria della zona; anche da noi crescono spontaneamente moltissime piante che non sono originarie delle nostre zone, ma sono state portate volontariamente o meno da qualcuno; in alcuni casi diventano tanto diffuse da essere infestanti o addirittura da diventare emblematiche di una regione! (p.es. Fico d'India per la Sicilia)

 

Un indizio intrigante sarebbe trovare tracce o documentazione in qualsiasi forma della presenza nel Sahara di questa specie (o di peperoncino in generale) in tempi remoti o almeno prima del 1492; non dimentichiamo che in Sud America ci sono tracce di Capsicum coltivati/domesticati risalenti al 7000 A.C.

Chissà se gli antenati del beduino coltivavano/conoscevano il Pimento del Sahara ai tempi di Dante o magari all'inizio del neolitico ...

 

In ogni caso, se questa pianta fosse davvero la madre di tutti i peperoncini, resterebbe da capire come una varietà di Capsicum annuum (questa è senza dubbio la specie di appartenenza di questa rarità, almeno da un punto di vista morfologico) abbia poi originato piante dello stesso genere (botanico), ma con caratteristiche molto più ancestrali, dall'altra parte dell'oceano ...

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Rapace

Ancora ?! ?!

 

Ma che vuol dire "La piu' antica varietà" ? Sei sicuro Presidente di interpretare bene il messaggio di quell' articolo.

 

Dall' articolo io capisco che sia la "piu' antica varietà" fra quelle che sono state portate dal Marocco all' autore dell' articolo oppure la piu' antica varietà fra quelle presenti a Rieti...........

 

Non vedo niente che lasci intendere che si voglia affermare che i peperoncini erano in Africa prima che in America............ ed ovviamente a parte le affermazioni di riferimenti scientifici neanche l' ombra (ma sinceramente l' articolo mi pare abbia un taglio "di mero Marketing" - fra l' altro menzionando in chiaro l' azienda commerciale che ha brevettato il nome della varietà).

 

Quindi.... io lo interpreto personalmente come un articolo che mira a fare pubblicità ad un varietà intrigante, senza alcuna pretesa di natura scientifica (tanto meno di ribaltare la storia sui peperoncini).

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Stefania

Ancora ?! ?!

 

Ma che vuol dire "La piu' antica varietà" ? Sei sicuro Presidente di interpretare bene il messaggio di quell' articolo.

 

 

 

 

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Lonewolf

In effetti l'articolo è un semplice racconto sul ritrovamento della varietà, anche interessante.

L'unica nota stonata è appunto il titolo; ma il titolo in questo tipo di comunicazioni è forse la cosa più importante, no?

 

In ogni caso, la comunicazione si inquadra in una campagna pubblicitaria molto più ampia che prosegue da anni.

 

L'intervento del prof. Amedeo Alpi (dal minuto 0:30) nel video linkato da Stefania, presente (e quindi consenziente) Massimo Biagi, non lascia adito ad alcun dubbio sulla pretesa che questa pianta sia una specie spontanea autoctona del Sahara, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Il video è di dicembre 2013, due mesi dopo la conclusione di Eucarpia Capsicum and Eggplant 2013 a Torino, il piu' importante momento di incontro in Europa per studiosi di Capsicum.

Al posto di Biagi e del prof. Alpi, io sarei andato a Torino di corsa per far conoscere a tutti gli studiosi specialisti di Capsicum del mondo (c'erano proprio TUTTI) la grandissima scoperta ...

 

Purtroppo, tra trovare una pianta coltivata (o semidomesticata) in un determinato luogo e concludere che e' spontanea e originaria in quella regione, c'e' un salto logico che richiede una dimostrazione di qualche genere, come per esempio il ritrovamento di popolazioni di quella pianta in natura in contesti sicuramente fuori dalla possibilita' di diffusione ad opera dell'uomo, analisi genetica che dimostri la divergenza evolutiva dalle altre specie ecc.

 

E' da precisare anche che la "registrazione" riguarda

la dicitura " pimento del sahara " in qualsiasi dimensione e carattere di stampa

non la pianta in sè.

Significa che nessuno può usare quel nome in ambito commerciale (immagino si possa usarlo per ... discuterne :huh:)

Peraltro, se davvero la pianta fosse selvatica, la "registrazione" della pianta stessa ad opera di chiunque sarebbe ben curiosa; difficile avanzare pretese di "esclusività" su qualcosa che esiste in natura.

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Rapace

In ogni caso, la comunicazione si inquadra in una campagna pubblicitaria molto più ampia che prosegue da anni.

.... infatti..... si tratta di Marketing ..... roba commerciale.........la varietà capisco (che possa avere un certo "appeal" per gli appassionati in quanto ha caratteristiche "sexy" per gli amanti del peperoncino (quelle foglie etc.)........ poi si aggi unge anche la storia del beduino che la coltiva da generazioni, la spennellatura per farla germinare..... etc.etc. (la storia romanzata può aiutare).

 

non lascia adito ad alcun dubbio sulla pretesa che questa pianta sia una specie spontanea autoctona del Sahara, con tutte le implicazioni che questo comporta.

 

Beh, in generale......fra la "pretesa" che sia una specie "spontanea autoctona del Sahara" ed il fatto che lo sia il passo non è assolutamente automatico.

Io da piccolo pretendevo di acquisire i poteri dell' uomo ragno..... ma poi non è che perché lo pretendevo io li abbia acquisiti.

 

Non ho visto altro che "ammiccamenti a lasciar intendere che potrebbe essere una specie autoctona del Sahara"..... ma mai sentito argomenti seri a sostegno di questa "teoria" (se la si vuol chiamare tale).

 

In ogni caso, se questa pianta fosse davvero la madre di tutti i peperoncini, resterebbe da capire come una varietà di Capsicum annuum (questa è senza dubbio la specie di appartenenza di questa rarità, almeno da un punto di vista morfologico) abbia poi originato piante dello stesso genere (botanico), ma con caratteristiche molto più ancestrali, dall'altra parte dell'oceano ...

 

Questo si potrebbe spiegare piuttosto semplicemente.

 

Uno Pterodattilo (antico antenato degli uccelli e che quindi non sentiva l' effetti del piccante) ha mangiato del peperoncino (o, se non uno pterodattilo un altro dinosauro volante erbivoro) in Africa e poi migrando nel sudamerica ha "espulso" i semi li...... il resto è storia nota.

Oppure forse neanche uno Pterodattilo... ma un erbivoro di terra che si muoveva fra i continenti quando ancora l' America del Sud era attaccata all' Africa......

 

Poi le successive glaciazioni e cambi climatici hanno fatto prima regredire a specie di Capsicum piu' ancestrali (grazie anche all' influenza cosmica del meteorite che cadendo nel golfo del Messico ha causato fra l' altro l' estinzione dei dinosauri e l' oscuramento dell' atmosfera costringendo le piante ad adattarsi regredendo per poter sopravvivere).

 

Se avete dei dubbi chiedete pure che posso rispondere a tutte le domande su questa teoria con altrettanto rigore scientifico

 

 

Il video è di dicembre 2013, due mesi dopo la conclusione di Eucarpia Capsicum and Eggplant 2013 a Torino, il piu' importante momento di incontro in Europa per studiosi di Capsicum.

Al posto di Biagi e del prof. Alpi, io sarei andato a Torino di corsa per far conoscere a tutti gli studiosi specialisti di Capsicum del mondo (c'erano proprio TUTTI) la grandissima scoperta ...

 

..... Avresti ragione se si trattasse di una scoperta scientifica...... ma mi pare che sia chiaro che si tratta del ritrovamento di una varietà interessante, magari anche in modo "periglioso"..... ma non vedo nessun elemento scientifico che possa essere di interesse particolare per tale contesto....

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Lonewolf

:hi:

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Lonewolf

Come si colloca il Pimento del Sahara qui? :huh:

Clade 0: Sahara?

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Vincer

Ciao....avete già detto tutto...

 

Sarà, ma c'è qualcosa in questo "nuovo" peperoncino antico che non mi appassiona...

 

...ed ho detto tutto (Totò) ;)

 

Ciao

Vincenzo

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Rapace

Come si colloca il Pimento del Sahara qui? :huh:

Clade 0: Sahara?

 

Approfondendo devo rivedere leggermente la precedente ipotesi fatta sopra.

La spiegazione potrebbe essere questa:

 

Nel Miocene erano presenti (in un mondo già simile all' attuale come conformazione geologica) degli uccelli preistorici pelagici (forse antenati dei nostri pellicani).

 

https://en.wikipedia.org/wiki/Pelagornis

 

Nelle loro rotte migratorie potrebbero avere tranquillamente portato semi di peppers dall' Africa all' America del Sud..... e magari anche in Asia dove i peppers sono molto usati....

 

post-2453-0-10732000-1471166043.jpg

 

Forse si... o forse anche no :).

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chiliriot

Ah ah ahhhhh

 

 

 

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Lonewolf
Scuriosando nel database dell'Accademia del Peperoncino, ho scoperto che nella scheda del Pimento del Sahara c'e' spazio per qualche dubbio e ... io sono in prima posizione tra i "dissenzienti" :lol2:


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Starkan

Si va verso lo scisma capsico!

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Rapace

Beh... finché si tratta di dare un nome di fantasia ad una varietà che viene trovata in una zona particolare e gli viene dato un nome particolare di fantasia ..... mi pare non ci sia niente di male (non è andata piu' o meno nello stesso modo per l' Habanero Red Savina ? o per il Pimenta Da Neyde ?)

Ci sono centinaia (migliaia?) di varietà ai quali è stato dato un nome di fantasia...... una in piu' non cambia certo le cose.

 

Cosa diversa è andare a fare elucubrazioni scientifiche di altro genere.

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Lonewolf

Nemmeno qui se ne parla :pardon:

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Umberm

Ho sentito dire che la manifestazione di Rieti è stata annullata, per ovvi motivi... qualcuno sa qualcosa con certezza?

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chiliriot

6bfd8d886dd1949ee3b67b0b51d71df7.jpg

 

 

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Lonewolf

Sembra l'unica decisione possibile; un afflusso di decine di migliaia di persone in quelle zone sarebbe deleterio.

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Vincer

Anche a me sembra l'unica decisione corretta...

 

Ciao

Vincenzo

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luca1973

... a mio modestissimo e personalissimo parere... sono dei gran paraguru... tanto per usare un eufemismo...

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Lonewolf

Mentre aspettate resoconto e immagini da Eucarpia, gustatevi questa vera chicca B)

https://www.facebook.com/lonewolf.pepperfriends

(ultimo messaggio nella mia pagina FB)

 

Poi vi spiego ;)

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Lonewolf

(English translation at the end of the message)

Dopo il Congresso Eucarpia 2016 abbiamo visitato la collezione di mutanti di Gabor Csillery, a Szentes, in Ungheria.

Oltre 3500 piante con mostruosità di ogni genere; ne parlerò ampiamente in un topic apposito.

 

Qui desidero solo evidenziare come nasce un mutante "filiform"; nella collezione ce ne sono parecchi, con foglie lineari in diverse misure, alcuni che producono frutti facilmente, altri che invece non producono frutti o semi e devono essere quindi replicati in altri modi.

 

Il caso che desidero presentare qui è emblematico e dovrebbe togliere ogni dubbio sul fatto che la strana pianta finale sia un mutante e non una antica, improbabile varietà (o addirittura specie) adattata alla siccità ed endemica di qualche zona desertica ...

(ma, ovviamente, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire)

 

La varietà ha la particolarità di produrre fiori viola, ma l'allegagione di frutti è molto difficoltosa e i pochi allegati quasi mai hanno semi vitali.

Tuttavia la replicazione è semplice a partire dalla pianta "madre" che contiene il gene "filiform" come carattere recessivo monogenico.

La pianta madre ha un aspetto del tutto normale (con fiori viola)

 

01piantamadre.jpg

 

Secondo le leggi di Mendel, c'è un 25% di probabilità che i figli (per autoimpollinazione) siano portatori del doppio gene filiform; in quel caso, la pianta generata assume il classico aspetto con foglie e petali filiformi.

Basta quindi seminare, per esempio, 10 piante per avere una buona probabilità di ottenerne 2 o 3 mutanti.

 

02filiformmutant.jpg

 

Il colore viola del fiore è semplicemente ereditato dalla pianta di partenza

 

03purpleflower.jpg

 

Solo pochi metri più in là, ecco un altro mutante "filiform", originato da una pianta madre del tutto diversa; in questo caso la produzione di frutti avviene con facilità e la replicazione è quindi ancora più semplice; poichè il fenotipo con foglie filiformi è omozigote per il carattere filiform, tutta la progenie (per autoimpollinazione) è sicuramente "filiform".

 

04anothermutant.jpg

 

Nella mia pagina FB c'e' un video che mostra la pianta completa

https://www.facebook.com/lonewolf.pepperfriends

A breve ne pubblicherò un altro che mostra sia la pianta madre che la mutante in sequenza.

Purtroppo non avevo con me la Reflex e le immagini sono scarse; confido che siano migliori le foto scattate da Leonardo con la sua Reflex, anche se non aveva montato l'obiettivo adatto ...

 

Rispondo in anticipo alla domanda scontata :rolleyes:: NON ho semi (nemmeno della pianta madre); Gabor è molto geloso dei suoi mutanti ... :aggressive:

 

---

 

After the Eucarpia 2016 Congress, I visited the mutant collection of Gabor Csillery, in Szentes, Hungary.
Over 3,500 plants with monstrosities of all kinds; I'll describe extensively them in a specific topic.
Here I wish to highlight just how a mutant "filiform" is generated; the collection contains several filiform mutants, with linear leaves in different sizes; some produce fruit easily, whereas others do not produce fruits or viable seeds and must be replicated in other ways.
The case that I want to present here is typical and should remove any doubt about the fact that the strange final plant is a mutant and not an old, unusual varieties (or even species) adapted to drought and endemic in some desert area ...
(But, of course, no one is so deaf as who don't wish to hear)
The variety has the interesting features of purple flowers, but fruit set of fruits is very difficult and the few fruits set rarely have viable seeds.
However, replication is simple starting from the plant "mother" that contains the gene "filiform" as monogenic recessive trait.
The mother plant does look completely normal (with purple flowers)
[see 1st photo above]
According to Mendel's laws, there is a 25% probability that the plants generated (by self pollination) carry a double gene filiform; in that case, the generated plant takes on the classic look with linear leaves and petals.
It's enough to sow, for example, 10 plants to have a good chance of obtaining 2 or 3 mutants.
[see 2nd photo above]
The purple color of the flower is simply inherited from the parent plant
[see 3rd photo above]
Only a few meters away, here's another mutant "filiform", originated from a mother plant entirely different; in this case the production of fruits easily occurs and the replication is then even easier; as the phenotype with linear leaves is homozygous for the filiform character, all the seed (by self pollination) produce plants definitely "filiform".
[see 4th photo above]
In my FB page, there's a video showing the complete plant:
Soon I will publish another video that shows both the parent plant and the mutant in sequence.
Unfortunately I had not with me my Reflex, so images are scarce; I trust that the photos taken by Leonardo with his Reflex will be better, though he had not mounted suitable lens ...
I answer in advance to the obvious question :rolleyes:: I DON'T have seeds (even of the mother plant); Gabor is very jealous of his mutants ... :aggressive:
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Rapace

 

Scuriosando nel database dell'Accademia del Peperoncino, ho scoperto che nella scheda del Pimento del Sahara c'e' spazio per qualche dubbio e ... io sono in prima posizione tra i "dissenzienti" :lol2:

 

Giusto per aggiungere qualcosa, ho scoperto che recentemente (seconda metà di Agosto) in maremma (a Principina al mare) si è svolta una fiera sul Peperoncino ed ho avuto occasione di vedere su una televisione locale un reportage sulla fiera.

Purtroppo (ero in vacanza in quella zona nella prime metà di settembre) il "segnale" non era dei migliori e riuscivo a seguire solo "a tratti" il programma

Comunque in una intervista ad Alpi, lui ha fatto presente che la maggior parte dei Botanici (ha precisato che sono tutti Americani) ipotizzano l' origine in America del Sud e che anche lui tende a condividere questa ipotesi accreditata dai principali studiosi del settore (anche se da quello che ho capito ritiene che tutti gli studi fatti siano stati nella direzione "americana" e non si sono approfondite ipotesi alternative che magari potrebbero rilevare delle sorprese).

 

Come dicevo prima, il segnale era un pò intermittente e quello riportato sopra è quello che ho capito io.

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