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tattico

Vendita semi ottenuti da libera impollinazione

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tattico

Anche io resto attonito di fronte ad affermazioni come questa:

 

"Seeds (if not specified) are from open pollinated pods and please consider some variety are hybrid not stable yet.

So you have to grow more plant to have more chance to get the right phenotype.

Otherwise you can get some new cool hybrid too :)"

 

sinceramente, quando ho comprato, mi era sfuggita.

Quindi attenzione, ci sono siti che pubblicizzano la vendita di semi ibridi e addirittura se ne fanno un vanto.

Il colmo è che la pianta in questione è pure bellissima, un neide modificato dai colori stupendi.

Ma io volevo un 7pod BBG.

Okkei io la chiudo qui, ognuno resterà della sua idea.

Basta essere chiari e leggere bene appunto "terms and conditions"

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Laelia

Il fatto che ti sia uscita una pianta completamente diversa è scocciantissimo, ma vorrei spezzare una lancia a favore di quel disclaimer.
"Open pollinated" è una formula fissa che sta a indicare non dei frutti lasciati a libera impollinazione, ma dei frutti che, se lasciati a libera impollinazione in assenza di cutivar diverse in fioritura nello stesso periodo e nei pressi danno generazioni successive identiche alla pianta madre: in pratica, "open pollinated" significa "non ibrido". Semplicemente, come al solito gli inglesi hanno il famoso "ah ma esiste una sola parola per descrivere tutto ciò??" :lol:
Tutti i semi forniti dall'Associazione Pepperfriends sono "open pollinated" (grazie al cielo), e vengono isolati a dovere. Se poi da altri questa impollinazione viene lasciata troppo "open" è un altro paio di maniche.. :rolleyes:
Anche quello dei nuovi ibridi mi sembra sensato: se tu ti fai prendere dalla moda del momento e vuoi assolutamente il "Nagabhut Caramel with Chocolate Stripes x Carolina Reaper Yellow Neyde Fatalii" (non mi stupirei di vedere prima o poi un nome del genere.. ohimmena!), loro te lo danno, ma è giusto che tu ti renda conto che è un ibrido super instabile e che quindi, se non ti viene quello che ti aspetti.. puoi aggrapparti al tram, stringerlo forte e farti portare lontano :pardon:

Poi, ripeto, i risultati son quello che sono! Ma forse anche il tuo 7pod Bubblegum può rientrare comodamente in quest'ultima categoria.. :)

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Lonewolf

Abbiamo creato questo topic "splittando" il messaggio pubblicato da Tattico sulla discussione relativa a tuttosemi.

Giancarlo, fammi sapere se desideri un titolo diverso.

 

Desidero cogliere lo spunto per avviare una discussione su questo interessante argomento, peraltro gia' dibattuto in molte altre occasioni.

 

Sicuramente Matilde conosce l'inglese meglio di me e ha ragione sul significato tecnico di "Open pollinated", ma sono sicuro che quasi nessuno di quelli che utilizzano questa formula nei siti di vendita semi (o l'equivalente italiano "libera impollinazione") la intende in questo modo, anche perche' l'eventualita' che ci sia una sola varieta' in fiore e nessun altro Capsicum nei dintorni e' molto improbabile nelle nostre coltivazioni.

Per descrivere frutti ottenuti in assenza di altre varieta' in fiore preferirei specificare bene il contesto o (se effettivamente e' coltivata una sola varieta') usare il termine "monocoltura".

 

A scanso di equivoci, non definirei mai "open pollinated" i semi che produciamo come Associazione. Molto piu' chiare le definizioni che usiamo normalmente: isolati con tnt, prodotti indoor, prodotti in serra a prova di insetto, prodotti in monocoltura isolata, prodotti in sacchetto tnt in monocoltura isolata (si, abbiamo anche quelli!) ecc

 

 

E' del tutto legittimo vendere semi prodotti senza garanzia di isolamento, basta dichiararlo in bella evidenza e non spacciare (come qualcuno fa) questa tipologia di semi come "naturali", conformi a quello che accade in natura; non scherziamo, in natura le piante di specie diverse ben raramente crescono una di fianco all'altra e quando questo succede (p.es. C.villosum e C.schottianum) o le popolazioni si uniformano in breve tempo o non si trovano MAI forme intermedie, segno che le specie sono geneticamente ben isolate e non incrociabili.

 

Personalmente non sono particolarmente interessato a semi di questo tipo, ma c'e' chi ama le sorprese e anche questo puo' essere un modo divertente di coltivare.

Credo che i semi non isolati dovrebbero essere venduti ad un prezzo molto inferiore rispetto a quelli isolati, ma il prezzo lo fa il mercato; finche' c'e' chi compra, ci sara' sempre chi vende.

A chi acquista questo tipo di semi posso solo consigliare di acquistarli un anno, non isolare, raccogliere semi a caso, etichettarli con nomi di fantasia e proporsi come fornitori di semi "interessanti" agli stessi venditori da cui hanno acquistato in origine.

 

 

Fermo restando che qualche errore e' sempre possibile (anche in fase di imbustamento, spedizione ecc) e che comunque i risultati della semina non possono mai essere "precisi" al micron come le costruzioni meccaniche, e' anche doveroso dire che c'e' un limite che non dovrebbe mai essere superato.

In particolare, vendere una specie per un'altra (p.es. un Capsicum annuum al posto di un C.chinense) e' configurabile come reato di "frode in commercio".

Puo' sembrare che non ci sia molta differenza tra un C.chinense superhot e un C.annuum a mazzetti, sempre peperoncini sono; tuttavia, da un punto di vista commerciale (e botanico!), la differenza e' la stessa che c'e' tra pomodoro, melanzana e patata; sono tutti Solanum, ma di specie diverse.

Provate a chiedere ad un vivaista cosa succede se acquista semi di pomodoro da una ditta sementiera e gli nascono patate; la richiesta di risarcimento danni e' matematica ...

Come ho gia' documentato in questa sezione, quest'anno mi sono capitati vari casi simili (C.annuum a mazzetti invece di C.chinense superhot Shabu shabu e Morouga yellow); purtroppo, anche se la teoria della legge e' dalla parte del "consumatore", la pratica della legge non aiuta di certo; i "furbetti" sono quasi certi di farla sempre franca.

 

 

Come penso sia ben chiaro a tutti, non approvo assolutamente la proliferazione di ibridi a cui stiamo assistendo negli ultimi anni.

Molti, troppi, oltre a non isolare, mantengono in vita come "interessanti" tutte le varianti che inevitabilmente escono dai semi non isolati e assegnano nomi assurdi a varianti che dovrebbero semplicemente essere buttate.

Senza voler colpevolizzare chi mi ha inviato i semi, una varieta' come "Yaki blu chocolate" (per esempio) e' semplicemente una follia, tanto quanto potrebbe esserlo un "Pimenta da Neyde yellow" o un "Variegated with Green leaves" :rolleyes:

Bisognerebbe avere la decenza di ammettere che certe varianti semplicemente non hanno senso.

 

 

Ad aumentare la confusione contribuisce anche, senza dubbio l'ignoranza (nel senso di scarsa conoscenza) di molti venditori di semi.

Solo a titolo di esempio, continuo a vedere su molti siti (anche famosi e con lunga tradizione) in vendita semi di un presunto Scotch bonnet red o Jamaican red o Giamaicano rosso (chiamiamolo come vogliamo, quel frutto con forma schiacciata al centro, per capirci), sempre identificato come C.chinense.

Dalle foto (e avendolo visto ormai molte volte anche dal vivo) e' chiaro che si tratta di un C.annuum.

Il fatto che un venditore metta in vendita come C.chinense qualcosa che e' chiaramente un C.annuum e' molto preoccupante, indica che mancano proprio le basi per il riconoscimento delle specie.

Peraltro, in questo caso specifico, i venditori di semi sono in buona compagnia. Ad Eucarpia 2013 e' stato presentato uno studio sul patrimonio genetico di una serie di cultivar disponibili in Italia, tra cui uno Scotch Bonnet red ( :rolleyes:); il relatore ha evidenziato l'anomalia di questo C.chinense che nel dendrogramma che rappresenta la distanza genetica tra le varieta' era lontanissimo dagli altri C.chinense, piu' annuum di tanti annuum.

Inutile dire che interrogando il relatore sulla fonte dei semi utilizzati ho poi accertato come si trattasse senza dubbio del "nostro" chinense-non-chinense :lol2:

 

 

Mi fermo qui, devo anche lavorare :rolleyes:), ma l'argomento merita senza dubbio molti approfondimenti.

 

Intanto ripeto i soliti consigli:

  • acquistate semi solo da chi offre sufficienti garanzie sul risultato e dichiara chiaramente di produrre in isolamento
  • acquistate semi solo da chi dimostra una minima competenza e non scrive troppe stupidaggini sul proprio sito
  • acquistate semi solo da aziende ben identificabili, con dati fiscali (ragione sociale, tipo di azienda, P.IVA se italiana, indirizzo, telefono) in evidenza
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tattico

per me perfetto così

anzi, sono contento che tu lo abbia fatto diventare un 3d apposito.

Il venditore mi ha risposto molto seccato che è colpa mia che non ho letto bene i terms ando conditions o non li ho capiti.

Io non vorrei mettermi a fare una guerra, tra l'altro come ho scritto la pianta è stupenda. Diciamo che dovevo stare più attento.

Cmq sono d'accordo su tutto quello che scrivi

1) i semi dovrebbero costare meno è soprattutto la cosa dovrebbe essere scritta in "arial black" formato 14, ben visibile e chiara agli acquirenti

2) tutti sti ibridi hanno proprio rotto, tutti possiamo metterci a fare i "venditori" e hai ragine da vendere a dire che finchè c'è chi compra (me compreso) ci sarà sempre chi vende

3) carinissima l'idea di rivenderli al venditore gli eventuali ulteriori ibridi, peccato che di fronte ad una mia proposta di scambio all'epoca dell'acquisto il venditore abbia gentilmente rifiutato...

4) chi confonde chinense con annuum (altra sola che ho preso quest'anno) dovrebbe veramente vergognarsi, anche se non è il caso suddetto.

 

mi limito a quotare:

 

  • acquistate semi solo da chi offre sufficienti garanzie sul risultato e dichiara chiaramente di produrre in isolamento
  • acquistate semi solo da chi dimostra una minima competenza e non scrive troppe stupidaggini sul proprio sito
  • acquistate semi solo da aziende ben identificabili, con dati fiscali (ragione sociale, tipo di azienda, P.IVA se italiana, indirizzo, telefono) in evidenza

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Lonewolf

3) carinissima l'idea di rivenderli al venditore gli eventuali ulteriori ibridi, peccato che di fronte ad una mia proposta di scambio all'epoca dell'acquisto il venditore abbia gentilmente rifiutato...

 

Forse perche' gli hai proposto semi di varieta' stabili e con nomi normali?! ;)

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tattico

Forse perche' gli hai proposto semi di varieta' stabili e con nomi normali?! ;)

esattamente

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Laelia

Premetto che non è una critica (anzi, concordo in pieno su tutto), ma ci tengo a sottolineare bene una cosa, proprio per chi passa di qui e legge senza sapere determinate cose, proprio nell'intento di contribuire a fare chiarezza e rendere il gioco difficile a chi sfrutta la dicitura "open pollinated" per vendere semi imprevedibili..

A scanso di equivoci, non definirei mai "open pollinated" i semi che produciamo come Associazione. Molto piu' chiare le definizioni che usiamo normalmente: isolati con tnt, prodotti indoor, prodotti in serra a prova di insetto, prodotti in monocoltura isolata, prodotti in sacchetto tnt in monocoltura isolata (si, abbiamo anche quelli!) ecc

 

Giustissimo e sacrosanto che tu dica "a scanso di equivoci", ma perché molti se ne approfittano, non perché il termine in sé sia equivocabile: "open pollinated" è in fondo una categoria, né più né meno che "bio", "F1", "RR" (anche se questi ultimi non sono disponibili al pubblico) e compagnia.. aiuta solo a capire su che tipo di semi stiamo per mettere le mani: io, ad esempio, compro unicamente semi "open pollinated", perché voglio metterci un bel sacchetto sopra e rifarmi i semi invece che ricomprarli l'anno dopo :) che poi i semi debbano essere garantiti puri con opportune tecniche di isolamento è tutto un altro paio di maniche, e la denominazione non dovrebbe essere sfruttata per giustificare pratiche di seed saving scorrette, al punto da renderla quasi "tabù" per chi fa le cose per bene..

"Open Pollinated" (spesso segnato come "OP") indica unicamente la stabilità della linea genetica nelle generazioni successive.
"Heirloom" (o "heritage") sono gli OP riprodotti stabilmente da almeno 50 anni. (sì, c'è lo scatto, proprio come per le auto d'epoca!)
"Bio" non indica necessariamente che i semi siano OP, solo che non sono GM e che la pianta madre è stata cresciuta secondo il disciplinare biologico.

Le tecniche utilizzate per garantire la purezza dei semi non hanno nulla a che fare con le denominazioni di cui sopra, e vanno richieste al fornitore dei semi stessi (in realtà quelli seri le indicano sempre, vedi esempio quotato.. :rolleyes: )

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Lonewolf

Grazie del chiarimento.

Quindi OP indica semplicemente che la varieta', in pratica, e' stabile e puo' essere liberamente impollinata (con se stessa!) e produrre piante con le stesse caratteristiche.

 

La quasi totalita' dei venditori di semi "hobbysti" (almeno i casi che ho visto personalmente) utilizza il termine per indicare che non controlla come avvengono le impollinazioni.

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Laelia

Esatto, il significato è unicamente quello.. per quanto riguarda i "seed saver" (?) del genere, meritano un'adeguata pubblicità.. in questa sezione! :lol:

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Lonewolf

Della questione che ha dato il via a questo topic si e' discusso anche qui

 

Permettetemi, una considerazione personale, a partire dalla constatazione di quanti siti di vendita semi si trovano online (non mi riferisco al caso specifico, e' un discorso generale).

 

Nell'autunno 2006 ho spedito circa 100 buste di semi (ognuna con piu' bustine); in quasi tutte c'era anche una bustina di semi di Naga morich puri.

Beh, che c'e' di strano?

Tre cose ...

  • non ho chiesto un centesimo in cambio
  • non ho chiesto nemmeno i soldi dei bolli
  • nessuno aveva semi di Naga morich, era il primo anno di coltivazione e tra quanti avevano acquistato i semi originali da TheChileman (a carissimo prezzo), nessuno (in Italia) era riuscito ad ottenere frutti maturi, tantomeno semi puri. Supponiamo 80 bustine a 3 euro (prezzo basso per gli standard attuali), sarebbero 240 euro ... senza contare tutti gli altri semi :rolleyes:. Ma e' ancora niente, se confrontato con quel che avrei potuto realizzare vendendo anche semi non puri :hyper:

Quanto sono lontani quei tempi!

Un po' li rimpiango :pardon:

 

 

PS.

Qualcuno, pero', i semi non puri di Naga morich deve proprio averli venduti; non a caso si trovano in giro tanti Naga morich non conformi meno piccanti dei comuni habanero.

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gianni48

 

Intanto ripeto i soliti consigli:

  • acquistate semi solo da chi offre sufficienti garanzie sul risultato e dichiara chiaramente di produrre in isolamento
  • acquistate semi solo da chi dimostra una minima competenza e non scrive troppe stupidaggini sul proprio sito
  • acquistate semi solo da aziende ben identificabili, con dati fiscali (ragione sociale, tipo di azienda, P.IVA se italiana, indirizzo, telefono) in evidenza

 

.... altrimenti, anche se chi vi invia i semi è in buona fede, avrete assai probabilmente modo di sperimentare le leggi di Mendel, che a scuola vengono trattate in modo spesso nozionistico.

Non c'è niente di meglio della pratica per fissare nella mente certi concetti. :D

E' bene sapere cosa ci si può attendere da semi prelevati da un soggetto conforme di origini incerte e dopo la trattazione di Claudio mi pare di aver capito! :D

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chiliriot

Io voglio dire la mia.... non sono chiamato in prima persona ma direi che "Io" la scorsa stagione Ho fatto vendita di semi e la maggior parte non erano isolati.... quest'anno ho fatto un grosso acquisto di sacchetti di organza e creato serre antinsetto completamente sigillate che apro solo al mattino presto e alla sera tardi....

Sto cercando in tutti i modi di regolarizzare la mia situazione...ma ti tagliano le gambe, perciò per stare più o meno in regola (parlo delle leggi attuali in spagna) abbiamo messo il tutto scritto nello statuto della nostra associazione "Ebre Dogs & Co".

Qui in spagna non abbiamo obbligo di fatturare ne di fare dichiarazione dei redditi...

A questo punto....chiedo.... se avete info per aiutarmi in questa lotta al sistema....le prenderei bene in considerazione.....

Questo lo faccio soprattutto per la passione che ho ...e non per trarre guadagni...perché realmente guadagni non c'è n'è sono...

Saluti

Manuel

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Lonewolf

Manuel, la tua conversione all'isolamento e' lodevole :praising:

 

Se fai parte di una Associazione con sede, statuto (pubblico) ecc che si autofinanzia (anche) con la distribuzione di semi, va benissimo.

Puoi chiedere l'apertura di un topic apposito in questa sezione e descrivere quello che fai.

http://www.pepperfriends.com/forum/forum/104-pubblicitaadvertising/

Nel caso, inviami MP.

 

Colgo l'occasione per evidenziare, ancora una volta, la fondamentale differenza tra una Associazione (come Pepperfriends) e una societa' privata (sotto qualunque forma legale nel paese in cui e' aperta)

Una Associazione puo' svolgere attivita' di vario genere (p.es. distribuire semi o partecipare a eventi per distribuire piantine ecc) per autofinanziarsi.

Gli incassi di tali attivita' entrano nelle casse dell'Associazione e possono essere utilizzati SOLO per attivita' sociali.

E' tassativamente escluso (per Statuto e per natura stessa delle Associazioni) che i soci o membri del direttivo possano dividersi gli utili dell'attivita'.

Questo vale ANCHE in caso di scioglimento dell'Associazione; non e' possibile dividere quel che c'e' in cassa tra i soci; il "tesoretto" DEVE essere devoluto ad altra associazione con le stesse finalita' o ad Associazione con scopi di utilità sociale o umanitari.

Spero la differenza sia ben chiara.

Nessun socio, presidente o segretario di una Associazione puo' far soldi con le attivita' associative.

 

Una societa' privata, di qualunque genere, persegue come fine ultimo il guadagno e i soci possono dividersi gli utili dell'attivita' e utilizzarli come gli pare.

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