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Lonewolf

Antiparassitari

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Lonewolf

L'argomento antiparassitari e' molto complesso e oggetto di continue domande sul forum.

Stranamente, manca una trattazione completa e spesso le discussioni sul forum indicano che c'e' una grande confusione sul loro utilizzo.

 

Consapevoli che una trattazione esaustiva richiede tempo e spazio, iniziamo con alcune semplici note sui concetti di base per poi proseguire (a puntate) con ulteriori approfondimenti sui diversi principi attivi piu' comuni e il loro utilizzo.

La trattazione specifica sara' relativa solo a principi attivi acquistabili liberamente (generalmente i meno tossici), escludendo prodotti che possono essere acquistati solo con apposito patentino e che sono riservati a coltivatori professionisti.

Soprattutto cercheremo di dare indicazioni su come e dove reperire informazioni su qualsiasi prodotto e su come interpretare le indicazioni in etichetta, la scheda tecnica e la scheda di sicurezza.

 

Prima di tutto occorre distinguere diverse categorie.

  • Insetticidi
  • Acaricidi
  • Anticrittogamici (fungicidi)
  • Antibatterici

 

Insetticidi

 

Gli insetticidi si utilizzano per contrastare l'azione degli insetti dannosi, per esempio afidi, aleurodidi (mosca bianca), sciaridi, larve di lepidotteri (bruchi), tripidi.

Le caratteristiche rilevanti in un insetticida sono:

  • le tipologie di insetti su cui e' efficace
  • le colture su cui e' autorizzato (difficilmente si trovano indicazioni per il peperoncino, ma va bene anche "peperone")
  • il tempo di carenza (tempo necessario perche' non rimangano sulla pianta residui pericolosi per l'uomo)
  • la tossicita' (di solito espressa come DL50 per contatto o inalazione o ingestione ecc, e' la dose espressa in mg per kg di peso che puo' risultare letale per meta' del campione sottoposto a test)

In generale un insetticida, per essere commercializzato come tale, richiede una autorizzazione ministeriale, ha un numero di registrazione ed e' sempre accompagnato da una scheda tecnica (che contiene indicazioni su colture ammesse, tempo di carenza, concentrazione del principio attivo, dosaggi ecc) e da una scheda di sicurezza (che indica come utilizzarlo, quali precauzioni prendere, come trattare casi di avvelenamento acuto, come conservarlo ecc)

In assenza di questa documentazione, probabilmente non si tratta di un vero insetticida, ma di un composto che potrebbe avere proprieta' insetticide/insettifughe (non dimostrate) o che contiene principi attivi insetticidi, ma in dosi troppo basse per essere efficaci; tipico esempio e' l'olio di Neem.

Appartengono a questa categoria anche vari estratti e macerati di ortica, aglio, peperoncino ecc.

 

Gli insetticidi si possono classificare in base alla modalita' di azione in

  • sistemici
  • translaminari
  • non sistemici

Gli insetticidi sistemici sono in grado di penetrare all'interno della pianta fino al sistema linfatico e diffondersi su tutta la pianta, frutti compresi.

Per la particolare modalita' di azione possono quindi risultare efficaci anche in parti della pianta non trattate direttamente e, se il principio attivo e' persistente, anche su nuovi tessuti generati dopo il trattamento, per esempio nuove foglie, frutti ecc.

Alcuni sistemici possono diffondersi solo in direzione acropeta (dal punto di ingresso verso gli apici) oppure solo in direzione delle radici.

Generalmente e' possibile l'utilizzo sia per irrorazione sulle foglie che aggiungendo il prodotto all'acqua quando si innaffia.

 

Per loro natura gli insetticidi sistemici sono in genere molto persistenti.

Anche se il tempo di carenza e' relativamente breve, l'efficacia dura molto a lungo e questo significa che il principio attivo rimane nei tessuti della pianta, anche se non a livelli pericolosi per l'uomo.

Per queste caratteristiche, gli insetticidi sistemici possono essere utilizzati anche in via preventiva (prima dell'attacco di insetti) e generalmente non sono necessari trattamenti ripetuti in tempi brevi; spesso le indicazioni in etichetta consigliano uno o due trattamenti al massimo per stagione.
E' da tenere presente che, a meno che non siano dotati di una azione repellente, gli insetticidi sistemici non impediscono agli insetti dannosi di attaccare le piante, pungere i tessuti e succhiare linfa; qualche danno e' quindi sempre possibile, ma gli attaccanti hanno vita breve e muoiono prima di riprodursi, quindi eventuali attacchi si esauriscono rapidamente.

Vantaggi e svantaggi sono evidenti.

Da un lato sono prodotti molto efficaci (per gli insetti su cui sono attivi) perche' agiscono anche a distanza nel tempo e nello spazio.

D'altra parte, tutta la pianta ne risulta "contaminata", non e' possibile eliminare il principio attivo con accurato lavaggio o togliendo la buccia ai frutti; solo la degradazione del principio attivo puo' eliminare il prodotto dalla pianta.

Tipico esempio di insetticida sistemico e' il ben noto Confidor.

 

Gli insetticidi translaminari sono in grado di penetrare nei tessuti trattati (per esempio nella lamina fogliare), ma non entrano in circolo e non si diffondono su tutta la pianta.

Per la loro caratteristica sono efficaci anche contro insetti che vivono "dentro" le piante (minatrici fogliari).

Tipico esempio sono gli insetticidi a base di azadiractina, principio attivo estratto dall'albero del Neem (Azadirachta indica).

 

Gli insetticidi non sistemici non penetrano nei tessuti vegetali, ma rimangono in superficie e agiscono per contatto, ingestione e (in alcuni casi) tramite i loro vapori.

Questi insetticidi hanno generalmente tempo di carenza breve o brevissimo, ma non sono efficaci in parti delle piante non trattate, in particolare sui nuovi tessuti formatisi dopo il trattamento.

Se agiscono per contatto o vapore, non sono nemmeno efficaci su insetti che attaccano la pianta dopo il trattamento.

E' quindi inutile utilizzarli come prevenzione.

Alcuni prodotti hanno una elevata capacita' abbattente, cioe' agiscono molto rapidamente, ma la loro efficacia si riduce molto rapidamente; tipico esempio sono gli insetticidi a base di piretro naturale.

Altri prodotti hanno una azione repellente o interferiscono con il metabolismo degli insetti impedendo la nutrizione e/o riproduzione e causandone quindi un collasso delle popolazioni entro breve tempo; tipico esempio sono i prodotti a base di azadiractina (Neem).

 

[continua]

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Lonewolf

Insetticidi (seconda parte)

 

La prima domanda che ci si deve porre di fronte ad un attacco di insetti e' "E' davvero necessario un trattamento?"

A volte, soprattutto a inizio stagione e su piante piccole, la soluzione piu' semplice e' "meccanica": schiacciare gli insetti dannosi con le dita, togliere una foglia colpita o altra semplice azione di questo tipo ...

Le trappole cromotropiche, fogli adesivi colorati, sono un valido aiuto, soprattutto in ambienti ristretti (light-box, light-room, serre) e per insetti volanti; ne parleremo piu' ampiamente in seguito.

 

L'attenzione allo stato di salute delle piante consente di individuare i problemi al loro sorgere e intervenire quando sono ancora di entita' limitata.

Spesso non si tratta di perdere ore a controllare le piante, ma di sviluppare una sensibilita', un "sesto senso" che quasi per incanto ti fa guardare nel posto giusto al momento giusto ...

 

E' anche necessario mettere in conto qualche danno.

Una foglia con qualche segno di puntura non dovrebbe scatenare un attacco di panico e la corsa ad acquistare il piu' potente insetticida in commercio.

Spesso i problemi si risolvono da soli, grazie al prezioso aiuto dei predatori naturali, in particolare le coccinelle e le loro larve, i ragni, molti imenotteri che parassitizzano insetti dannosi ecc.

A volte anche le mutate condizioni climatiche possono dare una mano (per esempio un periodo piu' freddo e piovoso).

 

Quando un insetticida sembra proprio necessario, e' sempre importante capire il tipo di problema e studiare la soluzione piu' appropriata.

Non tutti gli insetticidi sono adatti per tutti gli insetti e su tutte le colture; le indicazioni in etichetta sono sempre importanti, anche se a volte non esaustive.

Le schede tecniche, quasi sempre disponibili online, sono una fonte di informazioni piu' completa e precisa.

E' sempre importante verificare qual'e' il principio attivo di un insetticida che si intende utilizzare, approfondirne le modalita' di azione, il tempo di carenza, la pericolosita' per l'uomo e per l'ambiente.

 

Gli insetticidi in generale sono poco selettivi, insieme agli insetti dannosi possono uccidere molti insetti utili, predatori o impollinatori.

Occorre in particolare prestare grande attenzione alle api, sensibili a molti degli insetticidi comunemente in uso; per molti principi attivi e' vietato l'uso in fioritura.

In ogni caso occorre limitare i danni e trattare almeno quando le api non sono sulle piante, la sera dopo il tramonto.

 

In generale, i principi attivi piu' comunemente utilizzati sono imidacloprid, piretro, piretroidi, azadiractina, clorpirifos.

 

L'imidacloprid e' il principio attivo contenuto nel Confidor; e' un neonicotinoide, un prodotto di sintesi simile alla nicotina (un veleno potente!).

L'imidacloprid e' sistemico.

Se non si e' contrari all'uso di un sistemico, tanto vale utilizzarlo in via preventiva, prima possibile; il primo rinvaso e' un momento adatto.

In questo modo si limitano eventuali attacchi alle piantine piccole e non c'e' rischio di dover utilizzare un insetticida in seguito, con le piante prossime alla fioritura.

Il Confidor e' efficace (nei confronti degli insetti per cui e' attivo) per molti mesi; non e' quindi necessario effettuare altri trattamenti, nemmeno con altri insetticidi non sistemici.

Nell'eventualita' di un attacco massiccio, sempre possibile (gli insetti arrivano comunque e iniziano a pungere le piante, anche se poi in breve tempo muoiono), e' possibile utilizzare trattamenti localizzati con un insetticida abbattente come il piretro, per fare piazza pulita ancora prima che gli insetti abbiano modo di iniziare a nutrirsi.

L'imidaclorpid e' fortemente indiziato di causare gravi danni alle popolazioni di api; assolutamente da evitare quindi l'utilizzo in fioritura o nel periodo immediatamente precedente.

Non ci si deve limitare a verificare che non ci siano fiori o boccioli pronti sui peperoncini; anche le piante "intorno", comprese le piante spontanee, non devono essere in fiore!

 

Il piretro e' un insetticida naturale estratto dalle piante di Tanacetum cinerariifolium (syn. Chrysanthemum cinerariifolium) della famiglia delle Asteracee (syn. Compositae).

La sua caratteristica e' l'elevato potere abbattente, cioe' la rapidita' di azione; una nota pubblicita' di un prodotto per uso domestico recitava "Li ammazza stecchiti!" ed e' vero!

Altra caratteristica e' la rapidita' con cui si degrada; il tempo di carenza e' tipicamente di soli 3 giorni, ma la luce solare e il calore accelerano ulteriormente la perdita di efficacia del principio attivo; in pratica dopo poche ore non e' piu' attivo.

Il piretro agisce unicamente per contatto; per questo e' importante bagnare con grande cura le piante colpite, anche nella pagina inferiore delle foglie.

Spesso spruzzini a mano o piccole pompe per uso amatoriale non consentono un trattamento ottimale; per piante di grandi dimensioni e con chioma densa, l'uso di una pompa a spalla e' la soluzione migliore; la "nuvola" generata assicura una dispersione ottimale e la copertura di tutta la chioma.

Anche se non tutte le confezioni lo indicano esplicitamente, il piretro deve essere diluito in acqua sub-acida (PH intorno a 6-6.5, comunque inferiore a 7).

In ambiente basico, il principio attivo si degrada rapidamente e perde efficacia.

Per la velocita' di degradazione del principio attivo e l'aumento del PH piuttosto comune in soluzioni acquose con il passare del tempo, il prodotto deve essere preparato subito prima dell'utilizzo.

I prodotti commerciali a base di piretro sono moltissimi.

 

I piretroidi sono molecole di sintesi con struttura e azione simile al piretro naturale. In generale la differenza e' nella persistenza e stabilita' del principio attivo.

Sono comunque sempre prodotti abbattenti con azione per contatto.

A differenza del piretro naturale, il PH dell'acqua non influisce sull'efficacia.

Tipico prodotto commerciale a base di piretroidi e' il Decis Jet (Deltametrina).

 

L'azadiractina e' un principio attivo naturale estratto dall'albero dell'Azadirachta indica, noto con il nome comune di "Neem".

Dallo stesso albero si estrae anche un olio dotato di moltissime proprieta' e dai mille usi, ma non si deve confondere l'olio di neem con l'insetticida a base di azadiractina; l'olio di neem contiene anche azadiractina, ma in concentrazione troppo bassa per una efficace azione insetticida.

Gli insetticidi a base di Neem, come ogni altro insetticida, devono avere una autorizzazione, una scheda tecnica con l'indicazione della concentrazione di azadiractina e del tempo di carenza, una scheda di sicurezza ecc.

Anche se spesso si utilizza per semplicita' il termine Neem, se si parla di insetticidi si intende il principio attivo azadiractina.

L'azadiractina ha azione translaminare ed e' attiva per contatto e ingestione; ha anche una certa azione repellente e una limitata efficacia come acaricida.

Come per il piretro, l'acqua per la diluizione deve essere sub-acida.

A differenza del piretro, l'azione di questo principio e' lenta; interferisce con la nutrizione e riproduzione degli insetti causando un rallentamento della loro attivita' e la morte nel giro di un tempo relativamente breve, ma non istantaneamente; non c'e' da preoccuparsi se dopo un trattamento serale, al mattino si trovano ancora afidi "vivi".

E' possibile mescolare insieme piretro e azadiractina per combinare azione abbattente e azione repellente.

I prodotti commerciali a base di azadiractina piu' noti sono NeemAzal-T/S, Neemik e Oikos, ma ce ne sono molti altri.

 

Il clorpirifos e' un principio attivo fosfoorganico utilizzato in varie formulazioni (etile, metile).

Agisce per contatto e tramite vapori (per asfissia).

E' un insetticida molto potente, dannoso per le api.

In generale l'uso e' problematico, ma fortunatamente non e' molto diffuso tra gli hobbysti.

E' incluso in questa breve trattazione solo perche' utile in un ambito specifico e limitato; sembra sia l'unico principio attivo in grado di risolvere il problema, spesso a torto sottovalutato, delle larve di sciaridi nel terriccio da semina; per questo scopo va utilizzato nell'acqua di irrigazione.

E' anche molto efficace contro larve di lepidotteri (bruchi), ma per coltivazioni limitate e' senz'altro preferibile la "caccia al bruco" e successiva terminazione manuale.

Una controindicazione particolare all'utilizzo di questo principio attivo e' l'odore disgustoso che emana ...

Un noto prodotto a base di clorpirifos metile e' il Reldan 22.

 

[continua]

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Lonewolf

Linkando questo topic anni dopo la sua apertura, mi rendo conto che non ho piu' "continuato" :pardon:

 

Ci sono molti altri argomenti da trattare e anche nuovi principi attivi da considerare (p.es. lo Spinosad)

 

Prometto di tornare sull'argomento quanto prima :yes:

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