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Lonewolf

7 Pod

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Lonewolf

Le prime tracce concrete del 7Pod classico risalgono al 20 novembre 2006.
Su Fiery Foods e' appena stato pubblicato (il 17/11) lo storico "SagaJolokia"
Allen Boatman invia a Dave De Witt una email segnalando che ci sono varieta' da Trinidad con le stesse caratteristiche dei Naga, in particolare la rugosita' esterna e l'interno del frutto interamente rivestito di placenta.
Allen e' riuscito a procurarsi semi in modo fortunoso tramite conoscenze a Chaguanas (Trinidad) e le ha coltivate nel 2006.
Allegate all'email ci sono 5 foto del misterioso 7Pod.

Proprio quel giorno anch'io scrivo a De Witt per ottenere un contatto con Harald Zoschke, autore di SagaJolokia.
Dave invia il mio indirizzo email ad Harald (che mi contatta poco dopo) e al tempo stesso mi gira l'email appena ricevuta da Allen B)
E' amore a prima vista! Devo avere semi di quei frutti.
Allen mi invia pochi semi, quanto basta per coltivare la varieta' nel 2007 ... e l'avventura continua!

Ecco le foto originali di Allen!

7pod_000_frutto_01.jpg

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Come si puo' vedere, il 7Pod classico e' ancora assolutamente uguale all'originale; gli isolamenti hanno funzionato bene :D


La coltivazione 2007 procede bene, a luglio i primi frutti sono maturi.

64.jpg

Il primo assaggio in assoluto e' alla cena a Ca' d'Alfieri, a meta' luglio 2007; un momento indimenticabile! :hyper:
Il 7Pod si rivela piu' potente del previsto (grazie anche alla maturazione in giorni caldissimi) mettendo in grossa difficolta'
me e altri 5-6 malcapitati che, rassicurati dalla mia affermazione sulla presunta piccantezza non estrema, assaggiano un bel pezzetto tutti simultaneamente ...

Qui ho appena iniziato a masticare, sotto lo sguardo divertito di Mario Dadomo ( :() che cortesemente rifiuta il suo pezzettino ...

51.jpg

Dopo pochi secondi l'effetto si fa sentire.

31.jpg

La faccia di Alb non ha bisogno di commenti :lol:; ricordo ancora che mentre cercavamo disperatamente di mantenere un contegno, la sua gamba sotto il tavolo tremava in modo incontrollabile ... :hyper:

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Stefania

Capsicum chinense Jacq.

 

7 pod (pot)

 

Varietà proveniente da Trinidad.

Il nome fa riferimento alla tradizione secondo cui un frutto è sufficiente per rendere piccanti 7 pentole di cibo (pot).

Insieme allo Scorpion, Morouga e Douglah è una delle landraces superpiccanti tipiche dell’isola.

E’ forse il meno piccante in assoluto tra queste varietà, ma componenti secondari particolari lo rendono particolarmente potente e l’effetto dell’assaggio dei frutti freschi può essere terrificante.

La varietà è nota e coltivata fuori da Trinidad solo dal 2007.

La pianta è vigorosa, puo’ raggiungere l’altezza di 1,5 m con diametro della chioma di 1 m.

I frutti sono verde chiaro da immaturi, rosso intenso a maturazione.

La forma è cilindrica irregolare, con sezione poco corrugata, fossette in corrispondenza dell’apice.

L’esocarpo è leggermente rugoso; la polpa ha una consistenza “cartacea” tipica di questa varietà.

L’interno dei frutti è interamente rivestito di tessuto placentale, spesso sono evidenti goccioline di essudato saturo di capsaicina.

 

 

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7pod_001_pianta_03.jpg

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Stefania
Matilde Sarti 2014 - Le mie esperienze piccanti


Oggi 7pod ;)


Che peperoncino bello! È enorme, di forma regolare, con un'aggressivissima rugosità percepibile sottopelle e quel color rosso Ferrari tanto intenso da farlo sembrare laccato. Leggero per le sue dimensioni, al taglio diventa subito lucido di capsaicina, tanto da sembrare bagnato. Il profumo è ottimo: vegetale, leggermente resinoso, non aggredisce il naso.


La punta non ha un profumo differente, forse leggermente più simile al peperone, ma è solo una nota di fondo e si percepisce appena. Il sapore si rivela subito piccante, amaro ma piacevole, con sottotoni leggermente aspri; l'amaro si trasforma in un erbaceo forte e il piccante intenso, agisce sia come calore che come tanti spilli. La salivazione aumenta ma la sensazione rimane piacevole: non dà la sensazione di essersi avvelenati nonostante il gusto amarotico e l'abbondanza di capsaicina.


È persistente. Lascio sdissolversi lentamente tutti i sapori: persiste con decisione il sapore erbaceo-amarognolo, mentre il calore si diffonde allo stomaco via via che scema in bocca. Il retrogusto chiude metallico e si mescola alla saliva. Sono pronta per il secondo boccone!


Il centro illude con un secondo di dolcezza per poi esplodere in un amaro forte, vegetale, che si trascina e si esalta nella piccantezza intensa. Saporitissimo, ricorda le spezie amare, il fieno greco, il pepe nero, la resina mastica. Calore forte e piccantezza “da spillo” meno intensa ma più diffusa caratterizzano questo boccone da uomini duri. La sensazione calda si diffonde progressivamente a tutto il torace, schiena compresa. Il retrogusto perde il metallico ma si mantiene sul gusto fortemente speziato, perdendo però progressivamente l'amaro.


La cima è erbacea di linfa, non eccessivamente amara anche se si sente in sottofondo. Il piccante compare dopo un secondo, forte di spilli, molto diffuso ma con poco calore. Col passare del tempo restano il pepato forte e un po' di resina, con una nota amara solo in chiusura.


Contro ogni pronostico, dato che non amo i sapori amari, mi stupisco ritrovandomi a definirlo davvero ottimo! Sono molto felice di essermi buttata contro quello che aveva le carte in regola per dimostrarsi la mia nemesi capsica ordinando i semi dall'Associazione. Ma soprattutto sono contenta di averci fatto pace, superando l'idea negativa di questo gusto per me spiacevole che si è rivelata una paura infondata, un pregiudizio che mi ero costruita.


Ottimo, intenso, versatile.


Caldamente consigliato a tutti, tranne forse a chi soffre di acidità di stomaco: temo che sia un po' troppo intenso, più che per la piccantezza in sé, per il suo meccanismo d'azione particolare che a tratti “mima” questo tipo di patologia.


Questo peperoncino mi ha sempre incuriosito e ispirato simpatia per la presunta origine del suo nome: 7pod parrebbe infatti una deformazione di “7 pot”, in quanto uno solo sarebbe in grado di rendere piccanti ben 7 pentole (pot) di fagioli! Sospetto che ci sia un po' di “sindrome del pescatore” (“a casa ho un peperoncino piccante.. tanto così!”, con tanto di gesto a braccia aperte) dietro alla storia di questo peperoncino che, per tener fede alla leggenda, più che una buona dose di capsaicina dovrebbe avere un vero e proprio “tocco di Mida” del piccante.. ma con quelle storie di legumi stufati mi porta alla mente anche situazioni semplici, di casa, magari anche umili per le materie prime utilizzate, ma anche di festa, di riunione intorno al fuoco, di pentole e pentole di fagioli per sfamare tanti amici con quel poco che si ha a disposizione.. e un bel peperoncino “magico” per ridere di chi diventa rosso! :)

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Lonewolf

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