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Ombre dal passato (Shades of Gray)

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nipotastro

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...e tra varie amenita' e' gia' passato un anno dall'ultimo aggiornamento di questo blog... nel frattempo il forum e' cresciuto... e mio figlio anche!

 

Ho continuato, sempre raramente, a suonicchiare con i soliti amici ed ovviamente continuo a suonare qualsiasi cosa male... beh, onestamente questo non e' tra i miei crucci.

 

E' divertente notare la differenza soggettiva dello scorrere del tempo: per me e' gia' passato un anno, per mio figlio la scorsa estate e' un lontano ricordo, vicino nella memoria alle altre estati passate...

 

Dall'unione del suo concetto di tempo, e del mio tentativo di fargli ascoltare la "mia" musica commentandola, ogni tanto esce qualcosa di estremamente ilare; l'esempio piu' classico fu un paio di anni fa, quando gli feci visitare per la prima volta un castello medievale (vabbe' era un po' una ciofeca ricostruita asinamente, ma era l'unico vicino).

Pieno di meraviglia esclamo'

 

" ...questo mi sa che e' di prima degli anni '70...!"

 

Effettivamente, quando gli parlo di musica, gli anni 70 sono " l'anno zero", in pratica ascoltando rock e derivati le canzoni piu' vecchie sono di quegli anni e probabilmente avro' anche detto qualcosa a proposito di quando ero ragazzino, appunto negli anni 70.

 

Quello che ti fa un po' riflettere, su quanto tempo e' passato, e' che ogni tanto senti qualche cover, ed istantaneamente ti ricordi qualcosa che era rimasto sepolto in qualche anfratto poco irrorato del cervello per anni... e poi ti ritrovi a fare i calcoli e incredibilmente scopri che sono passati 20 o piu' anni...

 

I mitici anni 60

 

la prima cosa che viene in mente e' :<<ma perche' sono mitici..??>> Bhe' qui la musica c'entra di riflesso, in realta' chi c'era in qugli anni se li ricorda per l'accavallarsi continuo di novita' e sviluppo...

 

un esempio:

un carissimo amico nel 1962, a 6 o 7 anni, si trasferi' seguendo il padre che lavorava in agip, da un industrializzato paese emiliano a San Salvo, paese agricolo della provincia di Chieti che all'epoca contava poco piu' di 4000 abitanti.

 

Quando arrivo' in treno con la madre, il padre ando' a prenderli alla stazione ferroviaria piu' vicina con l'auto data come dotazione individuale dall'agip, una fiat campagnola priva di sportelli e con il tettuccio in tela... poi scopri' che per l'agip san salvo era equiparata allo yemen e quindi ai dipendenti in entrambe le zone toccava lo stesso trattamento.

 

In effetti a San Salvo nel 1962 non c'era ancora l'illuminazione pubblica, e con sommo stupore il mio amico scopri' che all'alba si muoveva una interminabile colonna di contadini e muli che migravano verso i campi e che la processione si ripeteva in senso inverso al tramonto...

 

L'esilio duro' fino al 66, o forse al 67, quanto basta per poter vedere a San Salvo le prime minigonne.

 

Questi erano gli anni 60, in 5 anni dalle strade buie alla minigonna, ed il tutto a San Salvo, con rispetto parlando, non proprio il centro dell'universo.

 

<segue>

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2 Comments


Recommended Comments

Lonewolf

Posted

Si, proprio mitici gli anni 60!Chi (come me) e' stato bambino in quegli anni ha vissuto cambiamenti davvero incredibili.A dirlo adesso fa un po' ridere, ma in prima elementare scrivevo con pennino e calamaio ...Poi e' successo tutto molto in fretta, in ogni campo ...E' bello avere ricordi (anche) di un mondo diverso da quello attuale.C'e' un piccolo episodio divertente che mi viene sempre in mente perche' emblematico della difficolta' dei giovani a capire; guardando una mia ricerca del liceo ('76-'77; ora si chiamano "tesine") realizzata con un ciclostile (ricordate?), mia figlia mi ha chiesto meravigliata "... ma con che stampante l'hai stampato?" :lol:

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nipotastro

Posted

il ciclostile.....! un attrezzo che riusciva in un solo colpo di manovella a insaccherarti di inchiostro in maniera indelebile!per i piu' giovani:il ciclostile e' l'antesignano della fotocopiatrice; dato un "master", cioe' un documento originale fatto su carta particolare, consentiva di riprodurne tante copie su carta "tipo" velina...all'epoca erano brutalmente meccanici: c'era una leva che faceva girare un tamburo che imprimeva con la rotazione l'immagine del testo del documento originario sul foglietto... un giro di manovella- una copia.... la mia generazione s'e' fatta i muscoli facendo i volantini... :lol:http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclostile

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