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pensieri in disordine, musica e...

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Ieri, oggi, domani (All good things)

In un'estate dei primi anni '80, nella mia comitiva (come si diceva all'epoca) balneare approdarono degli oriundi dalla Francia. All'epoca li detestai, e onestamente la mia avversione verso cio' che e' made in France non si e' molto diluita nel tempo. Costoro avevano l'abilita' di affascinare la componente femminile del gruppo, col risultato di rimorchiare in maniera per noi insperata.   Pero' portarono anche una folla di dischi e nastri (peraltro per nulla graditi dalle ragazze) con qualcosa che noi ignoravamo: l'hard Rock.   In realta' molta era gia' roba vecchia, ma per me fu una vera rivelazione: Kiss, AC/DC, Motorhead, ed il primo LP degli Iron Maiden (omonimo).   Bene o male, quello e' stato il mio limite musicale: pur avendo ascoltato negli anni a venire moltissima musica, non sono piu' riuscito ad affezionarmi ad un genere musicale.     Il limite musicale (mentale)   Sono convinto che ci sia un limite oltre il quale non si riesce piu' ad ascoltare la musica, ma questa si sente soltanto.   Tutti quelli che conosco sono o sono stati divoratori di musica, e tutti hanno ascoltato generi diversi, fino a quando hanno iniziato una fase di … stasi. Si continua a fruire della musica, ma in un modo diverso: da prodotto di lunga durata diventa un usa e getta.   In realta' c'e' sempre qualcosa che ci piace, o che ci andrebbe di comperare (o scaricare in epoca recentissima) ma se la analizziamo, scopriamo che e' la versione "puntodue" di qualcosa che ascoltavamo prima di raggiungere il limite.     Nel mio caso continuo ad ascoltare punk, ska, rock ed heavy metal, anche se nel tempo questi nomi hanno perso di significato, o indicano cose diverse.     Un giorno di non tanti anni fa, feci ascoltare con entusiasmo a quella che poi sarebbe diventata mia moglie un cd degli Smash Mouth, il suo giudizio fu una coltellata:   <<…ci sono canzoni di due tipi: le brutte e le sceme…!>>   Le brutte erano eredi del punk-rock, le sceme dello ska.   Poi ho comperato le Sennheiser.

nipotastro

nipotastro

 

Incontro a Farpoint (Encounter at Farpoint)

Quando arrivai alle superiori, mi sentii come un pesce rosso nella vasca dei pirana.   Nell'anno scolastico 78-79 aleggiava ancora l'ondata di rivolta partita un paio di anni prima; le scuole erano zeppe di militanti politici che organizzavano scioperi e occupazioni pro o contro qualcosa ed alla fine c'erano quasi sempre scontri tra le scolaresche di diversa fede politica.   Praticamente, la mattina vedevo se potevo entrare in aula o se era piu' salutare tornare a casa: affrontare l'ira dei genitori mi sembrava il male minore.   In questo periodo, capitava di fare filone (far sega per i romani, bigiare per i milanesi, fare sciopero come motivazione ufficiale) e di andare con alcuni compagni a casa di qualcuno dei grandi (quelli del triennio) a parlare (parlare, parlare, parlare…) ed ascoltare musica.   Il gruppetto al quale mi associavo, si riuniva a casa di un grande che aveva un fratello piu' grande (universitario) e, dal mio punto di vista, infinitamente piu' simpatico; non parlava di politica ma di musica e ci faceva ascoltare, commentandoli, i dischi che lui riteneva indispensabili per un minimo di cultura musicale.   A fine anno i miei voti non furono esaltanti, ma ero l'unico dodici-tredicenne a conoscere pink floyd, genesis, doors, Emerson lake & palmer, yes, area, new trolls ed anche qualcosa di classico: Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Deep purple, simon & garfunkel, Crosby, Still, Nash & young, Bob Dylan…..ed anche qualcosa di diverso: sex pistols, new york dolls, ramones…     Negli anni successivi, con il diplomarsi dei grandi, l'impegno politico scemo' e purtroppo anche le mie fonti di informazione musicale.     Nel frattempo era passata una legge che regolamentava le trasmissioni via etere, morivano le radio libere e nascevano le radio private.     Ignorato in Italia dalle poche trasmissioni musicali (Hit parade e Discoring, ed in seguito superclassifica show !!) nasceva, brillava e praticamente moriva il punk. Non storcete il naso, l'idea che ne avete potrebbe non essere giusta; ne parlero' prossimamente, per ora sappiate solo che il punk fa da spartiacque per la musica: da quel momento le case discografiche smetteranno di produrre la musica che e' di moda ed inizieranno (si perfezioneranno in realta') a creare ed imporre le mode musicali.       Ascolti consigliati: per i primi anni 70 seguite i post di Marco, sono una miniera…   Per la fine dei '70, come musica commerciale, ricordo American generation – the ritchie family Video killed the radio star – Buggles

nipotastro

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nuovi strani mondi - l'effeemme

La mia generazione forse e' l'ultima ad avere i ricordi in bianco e nero, dal '76 in Italia iniziarono le trasmissioni a colori, e proprio in quell'anno (o giu' di li) scoprii la funzione del pulsante "FM" della radio di mia nonna.   All'epoca avevo due radio a batterie, una con la faccia di Topolino, l'altra rettangolare con sopra la scritta "transistor" ; erano le cose a cui tenevo di piu', anche se di giorno si sentivano solo due emittenti. La notte, magicamente, tra sibili fischi e fruscii spuntavano folle di linguaggi strani, per me incomprensibili. Erano radioline in AM, di giorno c'era la rai, di notte le emittenti straniere; notiziari, poca musica e per lo piu' non interessante.         Ma la radio della nonna aveva il tasto FM, la porta per un universo parallelo fatto di radio private: semplicemente musica e niente giornali radio.     in seguito scoprii che per "fare" una radio privata bastava un trasmettitore fm, spesso autocostruito (Elettronica pratica docet), e tutti i dischi di un gruppo di amici; nella maggioranza dei casi il segnale non raggiungeva la fine del quartiere, e si creavano folli rivalita' tra concorrenti, che via via si autocostruivano amplificatori di segnale con potenze sempre maggiori, con l'unico risultato di "rientrare" nei citofoni..   Nell'etere c'era una babele di suoni, ogni zona della citta' aveva le sue stazioni, che si accavallavano con le quelle dell'isolato vicino...   Anche le radio "vere" erano locali: erano solo in scala un po' piu' grande e avevano molti piu' dischi, ma non necessariamente migliori, anzi, per lo piu' trasmettevano le hit del momento   Chiunque poteva farlo in seguito ci provai anche io...   Chi vuole, puo' vedere questo mondo in "Radio Freccia" di Ligabue; se lo fate guardate "lo sfondo", gli ambienti, e sentite la musica ...   Dimenticavo: avevo 11 anni, non ho ricordi musicali del periodo, a parte Ramaya di Afric Simone, Disco Duck e Soul Dracula... ma ho il pudore di non mettere i link, se proprio volete (a vostro rischio e pericolo) cercateveli su youtube da soli!       ps la risposta a la vita, l'universo e tutto quanto e' 42! (se non ci credete provate a ricercare su google answer to life, the universe and everything ) ma questa e' un'altra storia.

nipotastro

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