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  • Maverick

    Dati raccolti stagione capsica 2017

    By Maverick

    15/07 1,60 Kg 21/07 3,80 Kg 26/07 2,90 Kg 27/07 2,60 Kg 30/07 5,20 Kg 03/08 8,80 Kg 05/08 2,80 Kg 07/08 6,45 Kg 11/08 12,70 Kg 16/08 12,30 Kg 18/08 4,60 Kg 19/08 1,65 Kg 20/08 4,50 Kg 21/08 5,75 Kg 23/08 5,10 Kg 27/08 10,55 Kg 30/08 3,75 Kg 31/08 3,15 Kg 02/09 7,00 Kg 04/09 9,60 Kg 08/09 16,00 Kg 11/09 6,20 Kg 15/09 3,30 Kg 21/09 6,60 Kg 23/09 10,10 Kg 29/09 3,00 Kg 04/10 6,80 Kg 06/10 6,30 Kg 12/10 6,40 Kg 16/10 2,50 Kg 21/10 8,10 Kg 02/22 10,10 Kg Totale: 200,20 Kg
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du is mei che uan

... due (ferrate in un giorno) sono meglio di una.   Verso fine agosto Stefania e io ci siamo presi una giornata di ferie e siamo partiti per la Val Gardena; meta la ferrata Tridentina sul gruppo del Sella, una tra le piu' famose e frequentate delle Dolomiti, complici l'avvicinamento brevissimo e la relativa facilita'.   Prima o poi dovevo farla ... e allora via, rassegnato a qualche "coda". In effetti ho trovato parecchia gente, ma tutto sommato meno del previsto. Alla fine l'escursione e' risultata molto piacevole e tutto si e' risolto in breve tempo (circa 3 ore tra salita e discesa).   Poi abbiamo visitato con calma il grazioso paese di Colfosco e piu' giu', verso la Val Badia, Corvara. Una giornata rilassante!   Ecco qualche foto:   La ferrata, dopo un facile tratto iniziale e qualche centinaio di metri di semplice sentiero, risale un'ampia conca rocciosa.     Proprio all'attacco della seconda parte della ferrata, una bella cascata       Verso valle, il paese di Colfosco.     Tutto intorno alte pareti     Nella parte terminale, dopo un tratto quasi piano, la ferrata supera una bella torre verticale; e' il tratto piu' impegnativo (evitabile)     Le Dolomiti richiamano appassionati da tutta Europa; questo bel sorriso arriva dalla Polonia     Il famoso ponte a fine ferrata; continuo a pensare che questi ponti dovrebbero essere piu' "avventurosi"; due cavi, uno per le mani e uno per i piedi ... magari anche uno solo, a scelta     Il rifugio Cavazza al Pisciadu', sul pianoro sommitale.     La discesa si svolge su un ripidissimo canalone, in parte attrezzato. Complimenti al ragazzo (20 anni?) che, una volta sorpassato, e' riuscito a scendere dietro di me senza mai perdere terreno ... in un terzo del tempo indicato dalle guide per questo tratto del percorso ... (Im)modestia a parte, non succede spesso!     Corvara sovrastata dal Sassongher; dopo una bella giornata, il tempo sta cambiando ... ma ormai abbiamo avuto quel che volevamo ...     ---   Nel tardo pomeriggio rientro lungo l'autostrada del Brennero e sosta a Mori (Trento) per passare qualche ora con nostra figlia Chiara che temporaneamente abita lì per uno stage universitario.   Proprio sopra l'abitato di Mori, sul Monte Albano, c'e' una celebre e difficile ferrata; nonostante l'elevata difficolta' e' sempre molto affollata, per la vicinanza al lago di Garda e alle grandi vie di comunicazione, la facilita' di accesso e rientro. Ho percorso la ferrata piu' volte, anche con mio nipote e mia figlia, sempre con tanta pazienza e lunghe attese prima dei passaggi piu' duri.   Mentre scendevamo in autostrada verso Rovereto sud, un'idea pazza si insinuava sempre piu' insistentemente nei miei pensieri. Hummm, a quest'ora salire la ferrata di Mori dev'essere proprio bello, non ci sara' nessuno! Alla fine, salutata Chiara e fatto un rapido calcolo dei tempi, ho deciso ... sono salito rapidamente all'attacco della ferrata e ... via!   Un campanile vicino (forse dal Santuario alla base della parete) suonava le 18 mentre arrancavo sul ripido sentiero che sale sopra le ultime case dell'abitato ... e suonava le 19 mentre ero a pochi metri dal piccolo pulpito che accoglie a fine ferrata.   Perfetta solitudine! Peccato solo per il rumore del traffico del fondovalle ... quello no, non lo si puo' eliminare (forse ... di notte? ).   La ferrata e' sempre divertente, pur con tutti i suoi limiti (roccia unta (liscia per i troppi passaggi) e troppo ferro), ma percorsa in questo modo, senza soste forzate e intralci, "senza respiro", e' davvero un'altra cosa   Molte belle foto della ferrata di Mori sono visibili qui: http://www.vieferrate.it/ferratamori.htm   Alle 19:30 rientro in paese, giusto in tempo per la meritata pizza con Chiara e Stefania   ... du is mei che uan

PepperAdmin

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Winter, Orto Novo and a new book

Well a couple of days ago winter came to town. So I harvested most of my chile peppes that were still out. The plants in greenhouse are still well with some extra help from a fan and isolation. I also attended Orto Novos chile pepper harvest. Very nice to pick peppers for almost nothing. Most pics or from this event. Last but not least its very nice to read a new book when the season is almost over.   Regards   Patrik                    

Patahontas

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For Francesco

This year I got loads of beans from Francesco, this one was very special, I dont know its name and if I can eat it - but it looks great!   Some other beans, once again some of them from Francesco, Thanks!   Another non pepper, I love growing tomatoes and they are particular great with hot peppers!   ...and something to balance the heat;)   Regards   Patrik

Patahontas

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Vajont

Ogni volta che scendo dalla Val Zoldana o da Belluno salgo verso il Cadore, passo da Longarone e lo sguardo corre inevitabilmente alla celebre e tragica diga che chiude una profonda gola sul lato sinistro (idrografico) della valle.   Ogni volta mi riprometto di fare una deviazione e visitare quei luoghi piu' da vicino ... domenica scorsa, al ritorno dall'escursione sul Civetta, c'era tutto il tempo e ho colto l'occasione.   Confesso che mi immaginavo una visita solitaria e silenziosa, quasi un pellegrinaggio, ma mi sbagliavo ... I luoghi sono meta costante di frotte di turisti, con tanto di parcheggi a pagamento e l'immancabile camioncino che vende panini e bibite! ... ma ne valeva comunque la pena.   Non sto a riassumere tutta la storia; si trova ampia documentazione online e per chi ha voglia di riviverla emozionandosi raccomando il fantastico "racconto" di Paolini; si trova in giro la videocassetta, 3 ore di monologo senza respiro (!) http://www.jolefilm.it/files/index.cfm?id_rst=19   Un solo dato e' sufficiente a rendere l'idea di quel che e' successo lassu' nell'ormai lontano 9 ottobre 1963. Dal monte Toc (=marcio in dialetto friulano!) si e' staccata un po' di terra ed e' precipitata nell'invaso artificiale della diga ... 270 milioni di metri cubi! Non fa molta impressione, detto così ... ma e' un cubo di 650 metri di lato   Quel che resta e' una diga (ancora perfettamente integra) con dentro, al posto dell'acqua, una montagna di terra e sassi, ormai coperta di vegetazione e alberi d'alto fusto ... ... e un monte senza un fianco ... ... e 2000 morti che nessuno puo' dimenticare, perche' ogni giorno, ogni momento la diga e lo squarcio sul Toc sono la' a riportarli alla memoria.   Qualche immagine ...   La parte superiore della diga vista dal lato a valle; un capolavoro di ingegneria, peccato ... nel posto sbagliato!       Alcuni dati tecnici     Viste dell'interno dell' "invaso"; il mucchio di terra e' piu' alto della diga e si estende lungo la valle per quasi 2 km         La vegetazione in molti punti conta gia' piante d'alto fusto, ma pian piano sta colonizzando anche gli ultimi residui di nuda terra     Il lato interno della diga visto da "sotto" ...     ... e di fronte     Lo squarcio sul Toc; e' lungo circa 2 km     Il laghetto residuo, km a monte della diga, proprio sotto il paese di Erto.     Il paese di Casso, 100 m piu' in alto della diga ... ma acqua e fango hanno superato in un attimo la barriera rocciosa!       Caspita, che toni drammatici ho usato E' il caso di chiudere con qualcosa di piu' leggero   Sulla parete rocciosa sotto il paese di Casso c'e' una bella palestra di roccia; peccato sia a pochi metri dalla strada, dove in corrispondenza della diga c'e' un senso unico alternato regolato da un semaforo e ci sono quindi sempre lunghe code di auto ma i "climber" sono adattabili e sopportano bene rumore e puzza ... ben altra cosa degli alpinisti       Infine una nota sempre divertente, anche se ormai scontata parlando dei due piccoli paesi della valle; insieme costituiscono un unico comune che viene sempre rigorosamente denominato "Erto Casso" e mai viceversa ... chissa' perche' (ricordate che in dialetto veneto e friulano la "zeta" non esiste ed e' sostituita dalla "s" sorda, come in "sasso" )  

PepperAdmin

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Ancora Civetta!

Ormai la stagione in Dolomiti sembrava conclusa ... ma le previsioni meteo favorevoli e una domenica libera tra una cena piccante e una visita in campo () mi hanno concesso ancora una splendida escursione ...   Meta la ferrata Tissi sul Civetta. Il (la?) Civetta e' un montagna che incute sempre timore e richiede rispetto ... non ci sono percorsi facili per la cima, anche la via "normale" e' attrezzata e per nulla banale. Un paio d'anni fa ho salito (e sceso) la ferrata degli Alleghesi sul versante nord est (c'e' un post sul blog). La Tissi risale invece il versante sud.   Sono possibili due accessi all'attacco della ferrata, entrambi molto lunghi e faticosi. La ferrata vera e propria non e' molto difficile, ma e' ugualmente considerata tra le piu' impegnative delle Dolomiti per l'ambiente severo, la lunghezza del percorso, la discesa complicata ...   In questi ultimi mesi ho un po' trascurato l'allenamento (sono sempre in giro per i peppers! ) e l'effetto si vede ... Ho faticato piu' del dovuto sulla lunghissima salita iniziale, ma i tempi di percorrenza sono comunque buoni ... unico piccolo neo: oggi sono un po' "rigido" nei movimenti a causa dell'accumulo di acido lattico nei muscoli e delle microlesioni muscolari da sforzo ... vabbe', poi passa   Lasciamo la parola alle immagini ...   Dopo il consueto viaggio a tarda sera di sabato verso la Val Zoldana (deserta!) e la bella dormita in auto (con tutte le comodita', eh ... materasso e caffe' caldo nel thermos!), la giornata si preannuncia splendida ... ... anche se all'ombra fa ancora un freddo cane (4°C alle 8 del mattino ) La Cima Tome' (3004 m) nasconde la vista della cima principale (3220 m)     La salita inizia presso la malga Grava (1600 m), una bella azienda che alleva circa 50 mucche e 150 capre. Il percorso risale alla Forcella della Grava (a destra della foto) e da li si inerpica diritto verso la (lontanissima) Forcella della Sasse (ben visibile a sinistra, un nome che e' tutto un programma)   La salita verso la forcella e' interminabile, quasi 1000 m di dislivello su terreno in molti tratti sassoso/ghiaioso (doppia fatica)       Guardando il tratto gia' percorso ...     L'arrivo alla Forcella delle Sasse (uff!)     Dall'altro lato, il Van delle Sasse, un paesaggio lunare     La traccia di sentiero si mantiene in quota, sotto le pareti di destra del circolo del Van delle Sasse       Finalmente, l'inizio della ferrata ... sono visibili i primi metri di cavo (a destra).     Una bella rampa ... la roccia e' ovunque solidissima, un vero piacere posarci mani e piedi     Momenti verticali       Guardando in basso ...     ... il Van delle Sasse illuminato dal sole, uno spicchio di luna in mezzo alle Dolomiti.     Il lato sinistro (idrografico) del Van; si intuisce dov'e' la Forcella da cui sono arrivato.     C'e' un motivo se il Civetta e' un paradiso dell'arrampicata!     Alla fine della ferrata, un piccolo nevaio     Poco sotto la cima, a 3000 m di quota, c'e' il piccolo rifugio Torrani (in questo periodo e' aperto, ma non custodito)     Di fronte, vicinissimo, il Pelmo ... alle sue spalle, a sinistra, il Sorapiss ...     La' in fondo, a est, la Val Zoldana Si vedono due ragazzi che iniziano la discesa; sono tra i pochi che ho incontrato in tutta la giornata (6 persone in tutto)     Non sono salito fino in vetta (200 m di dislivello, mezz'ora di percorso); c'ero gia' stato salendo la Alleghesi e ho preferito starmene spaparanzato al sole ... Che differenza con le temperature mattutine! A 3000 m sono rimasto un'ora fermo in canottiera!     Chi ha letto il mio racconto sulla salita della ferrata degli Alleghesi, ricordera' il corvo tanto interessato al mio panino (proprio in vetta) ... e' ancora qui!   Non so se e' proprio lui (naturalmente), ma ci sono 5-6 corvi che stazionano perennemente nei dintorni della cima e del rifugio (impiegano pochi secondi per salire alla cima, la' dove noi miseri umani fatichiamo per mezz'ora ) Per richiamarli basta frugare un po' nella borsa di plastica dei viveri Per un tozzo di pane sono disposti ad avvicinarsi a meno di un metro!     La discesa e' parzialmente attrezzata; occorre prestare molta attenzione a non perdere la sequenza di segni rossi che indicano la sottile linea di discesa proprio nel mezzo di una parete immensa     Impegnative onde di pietra A sinistra si vedono altri due escursionisti (mi piace la solitudine in montagna, ma tutto sommato e' sempre piacevole incontrare qualcuno ... solo qualcuno, pero' )     Quasi alla fine ... dove saranno i segni rossi? Per uno un po' "ciecato" come me, a volte e' proprio dura     Di fronte, il Pelmo in pieno sole (non ci sono mai salito, ma ... l'anno prossimo ... )     Una vista d'insieme della parete est; la discesa si svolge sotto la linea illuminata dal sole, poi piega a sinistra (della foto) fino alle macchie di neve in basso.     Dopo tanta pietra, e' piacevole rientrare nel verde del bosco     Arrivato! Ancora uno sguardo al percorso ... un'altra bella escursione da archiviare tra i tanti bei ricordi     Poi via verso casa ... ma per strada mi e' venuta un'idea per completare in modo proficuo la splendida giornata ... argomento del prossimo topic

PepperAdmin

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Harvest pics

Some harvest pics, could not choose which one I preferred.           Hot peppers in the dark ;D Super Datil, Bhut Jolokia, 7 pod, Fatalii ( I call this one the fat Fatalii ;D)

Patahontas

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Bhut Jolokia

Thanks for all the nice comments!   Antoher picture of the quite prolific Bhut Jolokia   Vinagrito-more pods than leavs;)   Fatalii - do they look ok? I have never grown Fatalii before.   7-pod from an Italian pepper mate

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more pictures

Some pictures from the last weeks   San Isidro   Very small pubescens, Pi 355811 (aji rocoto)   Violet Lady   This one is called Aji Amarillo, its much smaller than the Aji Amarillos I have seen before.   Jamy, a very nice baccatum   Purple Marconi and Corno di Toro   Cajamarca, one of the favorites of this year   Purple hazel   7 pod Yellow

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Some pictures

The Balcony (Birgits Locoto, Aji Amarillo (M), Goats Weed, Aji Colorado, White Rocoto and more)   A closer look at Goats Weed   Cajamarca are doing very well, and it has some very odd pods.       My 7-pod(Blast) is light green as unripe, the other 7-pods (yellow, orange)are dark green as unripe.   Bhut Jolokia   Peppadew   (Not) Peruvian Serlano

Patahontas

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Mesules ... finalmente!

Finalmente perche' la ferrata delle Mesules (gruppo del Sella) era praticamente l'unica tra le grandi classiche che non avevo ancora salito. E' stata la prima ferrata costruita nelle Dolomiti (1912!) ed e' ancora una delle piu' difficili e temute. L'avevo presa in considerazione quando, alle prime esperienze con questo tipo di percorsi, la classificazione "particolarmente difficile" sulle guide mi incuteva ancora un certo timore ... La presenza di tratti non protetti e le descrizioni piuttosto spaventevoli mi avevano spinto verso altri percorsi ... E' giunto il momento di chiudere la questione   Solita tecnica per la preparazione; salita in auto al Passo Sella nella tarda serata di venerdi e ottimo riposo nella camera da letto modello Sharan Al risveglio, il tempo e' davvero splendido e promette una appagante escursione.   L'avvicinamento e' davvero semplice; un percorso pianeggiante porta all'attacco della ferrata in meno di mezz'ora, proprio nel mezzo delle Torri del Sella.     La ferrata sale appena a destra della grande macchia scura (roccia bagnata)       Non ho scattato molte foto nella ferrata vera e propria ... (per chi e' interessato, se ne trovano molte qui: http://www.vieferrate.it/ferratamesule.htm ) Qui, da un comodo terrazzino all'uscita del secondo passaggio chiave, si vedono altri due che si apprestano a partire ... un bel po' piu' in basso     L'ambiente e' severo, per la verticalita' della parete e l'esposizione a nord che la rende un po' tetra.       La difficolta' e' sostenuta e continua, ma non ci sono passaggi estremi. I due temuti passaggi chiave sono tali solo per le loro particolarita'. Nel primo c'e' un breve tratto non attrezzato, ma su terreno facile e non esposto. Il secondo e' un camino con staffe d'acciaio disposte un po' in diagonale e richiede alcuni movimenti "strani"; assomiglia molto all'inizio della ferrata Biasin, la mia ferrata "di casa" e non ho trovato problemi.   Alle spalle, verso sud-ovest, La Val Gardena     Al termine della salita, si sbuca sull'altopiano delle Mesules ... uno scenario davvero insolito! Sembra di essere sulla luna!           Il percorso per rientrare al passo Sella compie un lunghissimo giro attraversando praticamente tutto l'altopiano; non ci sono dislivelli significativi, ma la lunghezza e il caldo (nonostante la quota appena inferiore ai 3000 m) lo rendono piuttosto faticoso. E' davvero curioso camminare per ore a 3000 m con indosso solo un paio di pantaloncini corti   Anche in mezzo a questa pietraia inospitale si trovano fiori meravigliosi!       La vista tutto intorno e' mozzafiato!   Il Sassolungo     La Marmolada (nord)     La discesa percorre la selvaggia Val Lasties     basta guardarsi attorno in qualunque direzione per ammirare spettacolari pareti               Non mancano angoli piacevoli: prati, cascatelle ...       Unico neo, l'ultima parte della discesa si svolge proprio sopra i tornanti che portano dal Passo Pordoi al Passo Sella; il traffico in questo periodo (ferragosto!) e', purtroppo, parte integrante di questo angolo di Dolomiti (il Sella e' circondato da strade che toccano 4 tra i piu' famosi passi dolomitici), ma l'incessante rumore delle moto e' davvero fastidioso. Che contrasto con il silenzio assoluto della notte! Ogni tanto nasce qualche proposta per abolire il passaggio delle moto su queste strade; non posso che essere d'accordo! (non me ne vogliano i pepperfriends amanti delle due ruote)   Alla prossima ... presto!

PepperAdmin

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Chocolate Bhut Jolokia

This is an interesting pepper. It has a very nice aroma and taste, but is also painfully hot. I compared it with some other chinense.         Chocolate Bhut Jolokia, Bhut Jolokia, Habanero and Vinagrito   My first matured Chocolate Bhut Jolokia and Bhut Jolokia pods were small. The pods that now are maturing are looking much better. Anyway I tasted the first ripe pods of the Jolokias together with Habanero and the similar Vinagrito. I only to a very small pice of the pods.   The Chocolate Bhut Jolokia: Very nice and strong smell, at first also a very nice aroma, but quite soon I realized its going to hurt The second taste made me cough.   Bhut Jolokia: Not that strong smell as the Chocolate Bhut Jolokia, otherwise the same experience when tasting it, first nice aroma and taste then extremely hot!   Habanero: also very very hot.   Vinagrito: definitely milder than the others, but still hot.   Conclusion:Its hard to tell which pepper is hotter than the other - they all gave me pain, maybe the reaction of sweating, coughing and a runny nose was an indication that the Jolokias are hotter then the Habanero   I had a small cold, I feel better now

Patahontas

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Big update, holiday peppers, The bhut jolokias and more

Well I guess I love peppers, cus when I saw these peppers on our vacation in a garden center – the where calling to me. I just had to buy them.   The peppers was: Monkey Face,   Cumari,   Fireworks.   The Bhut Jolokias now have matured pod, here is the red one and here is...   the brown one. I have not dared to try them yet...I guess I am in for a hot one;)   My Habanero plant   Some non pepper shots:      

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Kaiserjager

La stagione 2009 delle vie ferrate si apre con un'escursione non troppo impegnativa, ma molto bella e "rilassante".   La meta e' la ferrata Kaiserjager sul Col Ombert, cima minore nella valle di S.Nicolo', valle laterale che si dirama in direzione W-E dalla Val di Fassa presso il grazioso paese di Pozza di Fassa.   Considerato il percorso di avvicinamento piuttosto semplice, ho utilizzato la tecnica ormai collaudatissima; partenza a tarda sera (dopo le 21), viaggio su strade quasi deserte e scorrevoli fino in Val S.Nicolo', placida dormita in auto per essere pronto al mattino presto. La piacevole novita' rispetto al passato e' che la monovolume che utilizzo adesso e' tanto spaziosa da permettere l'uso di un materasso "vero" al posto del solito materassino gonfiabile; tanto fiato risparmiato e comfort decisamente migliore   All'arrivo, notevole la differenza di temperatura con Verona; dai 30°C direttamente ai 9-10° (poco dopo mezzanotte, a circa 1500 m di quota) Sono sceso dall'auto in pantaloncini e maglietta, com'ero partito, ma in meno di 10 secondi ero gia' in tenuta adeguata: felpa pesante e pantaloni lunghi   Notte tranquilla, con spettacolare visione del cielo stellato direttamente dal ... letto .   Al mattino, subito una piacevole sorpresa ... secondo le indicazioni sul percorso trovate online, si puo' raggiungere in auto la fine della strada asfaltata, ma il comune di Pozza ha avuto l'eccellente idea di riservare un paio di km della strada, in leggera salita e ambiente davvero carino, alla passeggiata dei turisti della domenica. Quindi strada chiusa molto prima, divieto di parcheggio lungo la strada, grande parcheggio attrezzato in riva al torrente (a pagamento, ma solo 2 euro/giorno) e poi ... tutti a piedi! Molto ben fatto!   Per salire al rifugio si percorre tutto il fondovalle, poi il sentiero si inerpica sul versante nord con una progressione micidiale ...   La ferrata inizia poco lontano ... i primi 30 metri sono impegnativi (tanto da farmi un po' rimpiangere l'allenamento in palestra che ... non ho fatto ), ma poi il percorso diventa piu' semplice e divertente ... giusto quel che ci vuole per riprendere confidenza.   Alle 10:30 sono in vetta; cielo completamente terso, vista a 360°; ben visibile "a portata di mano" in particolare il Sella; nascosta invece dal cerchio di monti che chiude la valle a est la Marmolada ...   Spuntino, riposo e discesa tranquilla e rilassante. Anche in questa circostanza mi ha assistito la mia consueta fortuna; non c'era nessun altro sulla ferrata e su tutto il percorso di discesa (il che e' davvero insolito su un percorso di questo tipo in una bella domenica di fine luglio!); ho potuto assaporare in perfetta solitudine ogni momento   Nel complesso una bella giornata, ottimo preludio per altre escursioni piu' impegnative.     Il ripido sentiero che sale al rifugio ...     ... sbuca su verdi prati in un ambiente piacevole     Il rifugio S.Nicolo'     Il Col Ombert e' poco lontano; la ferrata inizia a partire dalla grotta che si nota sulla sinistra e si sviluppa piu' o meno sotto la verticale della cima     Alcune immagini della prima parte della ferrata. Una "pancia" costringe ad alcuni movimenti di forza, ma si tratta di pochi metri           Il percorso attuale, perfettamente attrezzato dal 1996, corre a fianco di un percorso risalente al 1915 ... si notano ancora pezzi di scale, fittoni ecc     Il rifugio dall'alto ...     ... e l'intera valle S.Nicolo'     Il Sella; sulla destra la cima piu' alta, il Piz Boe' (v. entry sulla ferrata Piazzetta)     In discesa ...         Al mattino presto la valle era ... tutta per me. Al rientro (primo pomeriggio) una lunga processione di vacanzieri risale la valle (su strada in gran parte asfaltata) ... ma a piedi; davvero ottima l'organizzazione e lodevole l'idea di tenere fuori le auto  

PepperAdmin

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Matured pod of White Rocoto

Well the White Rocoto turned out to be a yellow capsicum pubescens. In some angels in seems to be somewhat paler than yellow rocoto. This pod is more than ripe. I did expect it to be more white than this But anyway it was very tasty and it was quite hot.     a comparison White Rocoto and Clavo (c.chinense)        

Patahontas

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Pronto per un'altra estate di avventure!

La passione per i peppers e il grande impegno che comporta non mi fanno dimenticare l'altra mia grande passione ...   La neve e' ormai sciolta sulle cime ed e' tempo di progettare nuove interessanti avventure. Lo stato di forma e' buono; anche se ho un po' rallentato l'allenamento (niente palestra quest'inverno/primavera) ho anche perso un po' di peso (da 68 a 65 ) e l'effetto si sente! L'allenamento con i pesi e' stato egregiamente sostituito dallo spostare vasi avanti e indietro durante l'hardening off   Nelle ultime due domeniche ho effettuato interessanti escursioni sul Carega, la montagna di casa. Divertente soprattutto l'escursione di domenica scorsa, da Campofontana fino a cima Lobbia e poi per la lunghissima cresta che separa la Val d'Illasi dalla Valle del Chiampo fino alla cima del Gramolon (inclusa la breve, ma intensa ferrata nella parte finale del percorso). Sono partito da casa molto tardi, praticamente ho iniziato l'escursione alle 17 ... e il percorso non era proprio brevissimo. Sono tornato all'auto giusto in tempo, quando le ultime luci si spegnevano e la luna era gia' bella alta nel cielo.   Chissa' cosa avranno pensato i pochi abitanti della contrada dove avevo lasciato l'auto (quasi tutti nei cortili a godersi il fresco) vedendo questo pazzo scatenato scendere di corsa dai monti dopo le 21, in tenuta da spiaggia e ... con gli occhiali da sole (avevo portato solo quelli e non li posso togliere perche' sono anche da vista e senza dovrei procedere piegato in due per vedere dove metto i piedi )   Appuntamento a presto per qualche nuovo report!

PepperAdmin

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Green house, 2xJolokia and Bubba

The Green House is now complete with peppers, mostly very hot ones like Bhut Jolokia and the hot ones from Trinidad. Also some tomatoes, cucumbers and borlotto beans.     Bhut Jolokia   Chocolate Bhut Jolokia   Bubba, Capsicum baccatum. Tasty hot baccatum with the typical taste of the red baccatums.   I have been eating a lot of Hot Paper Lantern (sorry for calling it Hot Pepper Lantern before ). Its a great even as green.

Patahontas

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Green house project finally ready

Finally our garden house is ready.     Lila Purpur in its new home.     Not white at all (yet!?) - White Rocoto. This pods looks much more healthy than the first pod that changed color. The only problem is that it is yellow like a lemon! Time will tell if it will turn into a white.     Many of the peppers now has small pods, like this small capsicum chinense Condors Beak ( It looks like it has some annuum genes)

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Los Checcos

Los Checcos

 

A meeting on the Balcony

Today, it was a rainy day, Ida and Hot Pepper Lantern was out on the balcony for some photos. It did not went as good as I hoped. Ida loved to hold the pods, but she hold them so hard that the pods was almost crushed. I had to wash her hand carefully after this meeting...I wonder how it will work when I put the plants on the balcony more permanently.           Harvest after the Ida photos. 35 pods.   Hot Pepper Lantern from green to red;)

Patahontas

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